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lunedì, novembre 30, 2009 Di seguito la recensione al mio ultimo libro su Rifondazione Comunista pubblicata su Liberazione del 10 dicembre La necessaria sfida della Rifondazione Comunista Partito pigliatutto, cartel-party, party in office. Tre definizioni che in sociologia politica descrivono il mutamento dei partiti politici contemporanei. Con la prima, si indica il cambiamento dei partiti di massa da grandi associazioni basate su un ampio corpo di militanti e su referenti sociali certi, ad imprese politiche orientate alla massimizzazione del risultato elettorale e alla distribuzione di cariche; con la seconda si indicano gli accordi di oligopolio tra i principali partiti politici per escludere quelli minori; con la terza ci si riferisce invece alla sostituzione della base militante con la platea degli istituzionali, come elemento determinante nell’orientamento generale assunto dal partito. Tre processi che hanno investito i partiti di massa a partire dagli anni Sessanta. Ma non sono gli unici fattori responsabili della crisi della forma-partito. Ce ne sono almeno altri due. Il primo è rappresentato dall’egemonia culturale della destra all’interno del ciclo neoliberale. Per la destra, ogni punto di vista parziale, ogni conflitto assunto e riprodotto politicamente, è un ostacolo all’interesse collettivo. Un’opinione che con l’egemonia neoliberale si è estesa al senso comune, attraverso il quale ogni punto di vista conflittuale e di parte viene contrastato dal principio della totalità: il governo, i mercati, l’interesse nazionale. Il secondo è rappresentato invece dall’insieme delle trasformazioni sociali a cui è stato dato il nome di post-fordismo, globalizzazione, net-society (società in rete), che hanno spezzato gli aggregati sociali e i legami di solidarietà e di classe su cui i partiti di massa avevano costruito la propria egemonia. All’interno di questo quadro si inscrive storicamente il tentativo di riassegnare alla forma-partito una centralità nell’agire politico contemporaneo. È a partire da questo quadro sistemico che Fabio de Nardis, docente di sociologia all’Università del Salento, si cimenta in un libro dedicato alla parabola più recente del Prc ( Si tratta di restituire all’identità il suo ruolo storico di motivazione all’azione per i militanti e di comunicazione verso l’esterno, senza che però essa divenga una finalità autosufficiente. Di rompere la separatezza tra la politica e i cittadini, nel momento storico in cui essa è sempre più messa in discussione mentre al contempo si diffondono forti tendenze alla delega. Si tratta dunque di adeguare il progetto politico alla nuova conformazione assunta dalle stratificazioni di classe, alla soggettività delle classi stesse e alle inclinazioni alla mobilitazione politica che esse esprimono. Riuscire a declinare il proprio discorso pubblico e la propria azione sociale in modo armonico rispetto alle tendenze contemporanee assunte dall’azione collettiva, che è meno “compatta” che in passato e tende a delinearsi su fronti eterogenei. Riuscire, scrive de Nardis, a suscitare e realizzare il non ancora, cioè quanto nei processi e nelle relazioni sociali è già inscritto come sviluppo potenziale, e non l’inesistente, cioè quanto è frutto esclusivo della speranza o dell’illusione priva di ancoraggi nella realtà. Come si vede, una serie di intenzioni, progetti e compiti, quelli che Rifondazione si pone e ha di fronte, che agiscono su un campo di fenomeni intimanente contraddittori che sottopongono questi tentativi a vettori ambivalenti: riattivare l’identità, ma non fossilizzarla; agire il conflitto, ma non tematizzarlo in maniera univoca; interpretare le tendenze del mondo contemporaneo senza adattarvisi passivamente; elaborare narrazioni e aspettative, rimanendo ancorati ai processi reali. È il campo contraddittorio della politica contemporanea. E non è più possibile, sostiene de Nardis, inseguire quella che era la tendenza principale dei partiti di massa, cioè riassorbire la complessità sociale al proprio interno. Essi integravano i conflitti e i soggetti sociali, ora questa integrazione si fa sempre più problematica a causa delle trasformazioni cui abbiamo accennato e per una progressiva distanza maturata tra le forme della politica e l’immediatezza della condizione di vita contemporanea. La via attraverso la quale un partito comunista può tornare ad essere attore centrale dei processi politici contemporanei è quella di sostituire la tradizionale funzione di integrazione con una funzione di connessione, ponendosi come luogo di costruzione di legami e di narrazioni tra conflitti, movimenti sociali e nuovi ceti popolari. Senza rinunciare alla propria storia, ma reinterprerandola a questo fine. Un libro importante dunque e uno strumento utile nel processo quantomai necessario di ridefinizione dei paramentri di una cultura e una pratica della trasformazione sociale nell’epoca dell’egemonia neoliberale. Loris Caruso
postato da fabiodenardis, 14:46 | link | commenti - lo trovi nella categoria:
venerdì, novembre 20, 2009 DE NARDIS (PRC): il Prc partecipa all’assemblea nazionale dei ricercatori precari Oggi, venerdì 20 novembre, si terrà presso Rifondazione Comunista parteciperà a questo evento certa della sua importanza nella prospettiva della costruzione di un grande movimento unitario che lotta per la conoscenza bene comune e per un sistema della formazione pubblico, di massa e di qualità. Per questa ragione porterà il suo contributo attraverso l’esperienza di tante donne e uomini che sono quotidianamente impegnati nelle loro scuole e nelle loro università a costruire forme di lotta contro il disegno nefasto di distruzione della natura pubblica della formazione in Italia. A questo fine riteniamo sia fondamentale che il movimento per la formazione pubblica scelga la via della generalizzazione del conflitto cercando la sinergia con le altre forme di lotta che in queste settimane si stanno verificando in tutta Italia, in primis quelle che riguardano il mondo del lavoro e la terribile realtà dei licenziamenti. Scuola, Università e società tutta sono infatti ugualmente colpite dalla dimensione precarizzante della crisi e dai disegni reazionari del Governo Berlusconi. Fabio de Nardis Responsabile Nazionale Università e Ricerca Prc-Se postato da fabiodenardis, 12:28 | link | commenti - lo trovi nella categoria:
lunedì, novembre 16, 2009 Dichiarazione di Fabio de Nardis, responsabile nazionale università e ricerca PRC-SE
DE NARDIS (PRC): Rifondazione sostiene lo sciopero generale studentesco del 17 novembre
Il 17 novembre, giornata internazionale di mobilitazione studentesca, in Italia si terrà lo sciopero generale studentesco. Blocco delle lezioni e cortei, assemblee e azioni di protesta in tutte le città d'Italia contro la Gelmini e le sue politiche devastanti che puntano alla destrutturazione del sistema pubblico della formazione e della ricerca in Italia.
Rifondazione Comunista sostiene questa giornata di mobilitazione e parteciperà a tutte le iniziative di protesta e mobilitazione che si organizzeranno in ogni città italiana per rivendicare il suo NO al Governo Berlusconi e il suo sostegno alla Scuola e all’Università della Costituzione di cui la Ministra Gelmini e la sua cricca hanno fatto carta straccia. Fabio de Nardis
Responsabile Nazionale Università e Ricerca PRC-Se
postato da fabiodenardis, 11:35 | link | commenti (1) - lo trovi nella categoria: sinistra
APPELLO VERSO L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 20 NOVEMBRE ALLA SAPIENZA
postato da fabiodenardis, 11:33 | link | commenti - lo trovi nella categoria: italia, movimenti
giovedì, ottobre 29, 2009 Riforma Gelmini: un pastrocchio sulle spalle di studenti e precari Nel Consiglio dei Ministri del 28 ottobre è stato varato il Ddl in materia di organizzazione e qualità del sistema universitario, di personale accademico e di diritto allo studio. Un testo complesso che pretenderebbe di rivoluzionare il sistema universitario italiano a costo zero, anzi, attraverso la mannaia dei tagli che paralizzano le attività degli atenei nel nome di una improbabile “razionalizzazione” delle risorse. Alla fine si afferma esplicitamente che “dall’attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”. Già questo dimostra come l’intero documento, esaltato da tutte le gerarchie accademiche e dai giornali embedded, rappresenta in realtà una madornale bufala. Sul piano del sistema di governo degli atenei si propone un modello centralistico, gerarchico e a tratti autoritario. Viene ridimensionato il ruolo degli organi elettivi e quasi tutto il potere viene concentrato nelle mani dei rettori e di un CdA, ridotto nel numero di componenti, per il 40% composto da personalità provenienti dal mondo imprenditoriale. Un goffo tentativo di perseguire la vocazione aziendalistica della Ministra senza neanche riuscire a cogliere l’obiettivo. Paradossalmente preferiremmo parlare di aziendalizzazione del sistema universitario, perché almeno avremmo un nemico all’altezza dei nostri sforzi. Ma il sistema aziendale all’Italiana non si avvicina neanche lontanamente al modello anglosassone (tra l’altro fallito) che vorrebbe emulare. Il capitalismo italiano è tradizionalmente parassitario, succhia risorse allo Stato ma non si è mai sognato di investire seriamente in ricerca e sviluppo. Si finisce col consegnare il potere di definire gli indirizzi scientifici e le linee di sviluppo degli atenei a un personale incolto che sfrutterà tale posizione di privilegio per perseguire interessi privati senza alcun disegno stategico. La già fragile corda che sostiene la spada di Damocle sui crani dei ricercatori precari viene definitivamente spezzata. Si completa infatti il disegno della Moratti e viene messo ad esaurimento il ruolo di ricercatore a tempo indeterminato. Verranno sostituiti da contratti precari di durata triennale e rinnovabili una sola volta, poi o si vince un concorso da professore associato o si va a casa dopo sei anni della propria vita regalata a un’istituzione che ti premia con l’espulsione. Eppure un sistema serio di tenure track che apra la strada dell’ingresso in ruolo nella seconda fascia di docenza sarebbe anche ipotizzabile se ci fosse la volontà politica di investire risorse sui nuovi reclutamenti, ma questo non sembra rientrare nei disegni del governo Berlusconi. I concorsi universitari sono bloccati da anni e i tagli criminali alle università impedirà loro di bandire nuovi posti ancora per molto tempo. Quasi nulle saranno le opportunità di accesso per i giovani ricercatori, sempre più precari e sempre più ricattabili, e nessuna risposta seria si dà alle decine di migliaia di ricercatori precari di lunga data che da anni vengono sfruttati da un sistema universitario che contribuiscono materialmente e tenere in piedi e che non potranno neanche accedere alla nuova tipologia contrattuale. Gli studenti vengono umiliati. Mentre noi lottiamo per le rappresentanze paritetiche e una valorizzazione delle esperienze di autorganizzazione, Rifondazione Comunista non starà a guardare. Mette da subito le proprie strutture al servizio del movimento unitario che dallo scorso anno lotta per una università pubblica, di massa e di qualità. Lavoreremo alla costituzione di reti unitarie di studenti e lavoratori della conoscenza. Nessuno sconto verrà fatto al Governo e alle gerarchie baronali che esso tutela. Fabio de Nardis Responsabile Nazionale Università e Ricerca PRC-Se postato da fabiodenardis, 14:55 | link | commenti (7) - lo trovi nella categoria: italia, movimenti
mercoledì, ottobre 28, 2009 Dichiarazione di Fabio de Nardis, responsabile nazionale università e ricerca Prc-Se DE NARDIS (PRC): La riforma Gelmini è un vero pastrocchio Nel Consiglio dei Ministri di oggi (28 ottobre) Rifondazione Comunista non starà a guardare e metterà da subito le proprie strutture al servizio del movimento unitario che lotta dallo scorso anno contro lo scempio portato avanti dalla Ministra e per una università pubblica, di massa e di qualità. Fabio de Nardis Responsabile Nazionale Università e Ricerca PRC-Se postato da fabiodenardis, 11:56 | link | commenti (1) - lo trovi nella categoria:
mercoledì, ottobre 07, 2009 IN PIAZZA OPERAI E STUDENTI PER DIRE NO AI COSTI DELLA CRISI Il 9 ottobre è una giornata di mobilitazione che apre un autunno molto caldo sul piano delle lotte per gli studenti e i lavoratori. La crisi che il governo ci dice essere in via di risoluzione incomincia a mordere l’economia reale, i salari, il lavoro, i diritti. Tutto ciò che avevamo dato per scontato, dall’istruzione pubblica al lavoro, non lo è più. Lo scorso anno gli studenti e i precari della conoscenza sono scesi in piazza per lottare contro lo smantellamento della scuola pubblica e dell’università di massa ad opera del governo Berlusconi. Oggi le ripercussioni dei disastri firmati Gelmini si cominciano a sentire a tutti i livelli. Nelle scuole e nelle università è in corso un processo di privatizzazione che con il ddl Aprea e il ddl sulla governance universitaria permetterà alle aziende di decidere gli orientamenti della ricerca e della formazione in Italia. Le ricadute dei tagli criminali portati avanti da questo governo nel mondo della scuola sono tangibili: 57.000 licenziati quest’anno e circa 150.000 nei prossimi due. Il risultato è di fronte a tutte e tutti. Scuole sovraffollate, cambio di docenti ogni anno, disservizi strutturali. Come se non bastasse le tasse e il costo dei libri continua a salire. A questa giornata di mobilitazione partecipano anche gli operai metalmeccanici della Fiom che chiedono diritti e democrazia. La loro esperienza di lotta ci deve servire da modello. La vittoria degli operai dell’INNSE quest’estate ci dimostra che solo la lotta dura, le occupazioni e le pratiche di autogestione pagano. CHE FARE DOPO IL 9 OTTOBRE? Migliaia di lavoratori e di studenti oggi manifestano insieme. E’ necessario che in ogni scuola e all’Università si costruiscano assemblee che discutano la piattaforma di lotta da portare avanti nei mesi prossimi. Il Collettivo Resistenza Universitaria – Salento rappresenta ad oggi un esperimento di autorganizzazione che, a partire dal protagonismo espresso nella soggettività studentesca e dei lavoratori della conoscenza, punta a costruire, nella piena apertura e con spirito di collaborazione, un’esperienza di lotta nell’Università e nelle scuole della provincia di Lecce.
Contattaci all'indirizzo email: resistenzauniversitaria.salento@gmail.com postato da fabiodenardis, 14:05 | link | commenti (9) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti
mercoledì, settembre 30, 2009 RU-LECCE: Occupato simbolicamente il tetto dell’Ateneo
RESISTENZA UNIVERSITARIA - SALENTO COMUNICATO STAMPA: PRC-LECCE con gli studenti e i ricercatori in movimento
Fabio de Nardis, responsabile nazionale università e ricerca del prc, che ha partecipato all’azione insieme a un fitto gruppo di militanti del neonato circolo universitario di Rifondazione Comunista, afferma che il PRC parteciperà a tutte le azioni, anche le più eclatanti, che puntano, come in questo caso, alla generalizzazione del conflitto e all'unità delle lotte tra scuola, università e ricerca, lavorando al contempo all'unione tra queste lotte e tutte le altre lotte in campo nel nostro Paese, da quelle sociali a quelle territoriali, per il diritto alla casa e per i diritti civili. A questo fine il circolo universitario del Prc di Lecce aderisce e partecipa al corteo nazionale, promosso dal comitato dei precari della scuola, fissato per sabato 3 ottobre a Roma e mette le sue strutture e la sua organizzazione a disposizione degli studenti, degli insegnanti e dei ricercatori in movimento. Partito della Rifondazione Comunista - Circolo Universitario, Lecce postato da fabiodenardis, 15:04 | link | commenti (10) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti
lunedì, settembre 28, 2009 Mercoledì mattina alle 12:00 un gruppo di studenti, studentesse e ricercatori dell’Università del Salento, aderenti al neonato collettivo interfacoltà Resistenza Universitaria, occuperanno il tetto dell’Ateneo presso viale dell’Università a Lecce in segno di solidarietà con gli insegnanti precari della scuola che da settimane sono in mobilitazione contro i licenziamenti previsti e i tagli voluti dalla ministra Gelmini e dal suo tutore Tremonti. Dal tetto dell’Università sarà esposto uno striscione che riprenderà il tema di uno striscione analogo esposto dagli studenti sul tetto dell’Università di Roma La Sapienza. Gli studenti, le studentesse, i ricercatori rimarranno simbolicamente in presidio per alcune ore in solidarietà con quegli insegnanti che da settimane si mobilitano attraverso il presidio permanente di fronte al Ministero della Pubblica Istruzione e attraverso l’occupazione di scuole e provveditorati in tutta Italia. Chiederemo l’assunzione immediata di tutti i precari, le dimissioni della ministra della (d)istruzione Gelmini e la costituzione di una sistema della formazione pubblico, democratico, di massa e di qualità. A questo fine lanceremo la nostra adesione alla manifestazione nazionale promossa dai comitati dei precari della scuola per sabato 3 Ottobre a Roma.
postato da fabiodenardis, 17:00 | link | commenti - lo trovi nella categoria:
martedì, settembre 22, 2009 Care compagne e compagni,
la manifestazione del 3 ottobre prossimo è una tappa importante faticosamente conquistata grazie agli innumerevoli conflitti che hanno caratterizzato la fine dell'estate, rendendola bollente, prima dell'autunno caldo che tutte/i noi ipotizzavamo.
Le lavoratrici ed i lavoratori della scuola espulse/i per sempre dal lavoro hanno cominciato a rendersene conto, ad autorganizzarsi, a costruire momenti significativi di visibilità sui territori, a stringere alleanze con organizzazioni politiche e sindacali.
Il Prc è stato ed è al loro fianco ovunque da subito. Spesso è loro stessa carne.
La manifestazione avrà luogo a Roma e l'appuntamento per il corteo è previsto, presumibilmente, tra le ore 14,00 e le ore 15,00 a Piazza della Repubblica. Il percorso è oggetto di trattativa con la questura di Roma.
Per il 4 ottobre abbiamo ritenuto utile fare un attivo nazionale scuola ed università poiché urge un momento di confronto sia per avere un quadro il più chiaro possibile di quanto sta accadendo nei territori, sia per decidere insieme come proseguire il nostro percorso politico adeguandolo alla fase. Vi chiederemmo quindi non solo di continuare ad animare le lotte sostenendo i coordinamenti dei precari presenti nei vostri territori e di favorire il più possibile un processo unitario fra tutti i soggetti in campo, ma anche di essere presenti alla manifestazione del 3 ed all'attivo del 4 ottobre che si terrà nei locali della federazione romana del Prc in via Squarcialupo 58. Come sempre se avete bisogno di pernottare e non riuscite a provvedere autonomamente, fate riferimento a Dina allo 06.44182257. Chi ha un camper o una tenda può, arrivando il 2 sera, dormi re sotto il ministero presso il presidio.
Anche se siamo sicuri che lo abbiate già letto su Liberazione, riportiamo un passaggio tratto dall'articolo di qualche giorno fa del nostro Segretario nazionale:
"Dobbiamo quindi sapere che nelle prossime settimane le lotte aumenteranno e noi dobbiamo essere in grado di migliorare il lavoro politico nella costruzione del movimento. Lavorare per allargare il numero di occupazioni e di presidi, far conoscere le lotte, costruire sul piano territoriale momenti di mobilitazione e di riflessione comune tra i diversi soggetti in lotta, costruire casse di resistenza, momenti di dibattito nei posti di lavoro non interessati dalle lotte. Dobbiamo indirizzare il lavoro politico del partito a tutto questo, per favorire la crescita del conflitto, costruire i comitati unitari contro la crisi con tutti i soggetti disponibili, produrre idee e progetti che individuino sbocchi positivi e realizzabili. In piena collaborazione con tutte le organizzazioni sindacali disponibili a costruire il conflitto, dobbiamo lavorare all'allargamento del movimento.
Il processo di rilancio della rifondazione comunista, di costruzione di una sinistra di alternativa, di opposizione al berlusconismo, riparte da qui".
Alla manifestazione del 3 ha aderito anche la Fiom e quasi certamente vi convergerà anche la mobilitazione studentesca lanciata dall'Uds in prima battuta per il 9 ottobre (sciopero della Fiom).
Ulteriori tappe saranno le "100 Piazze per la Conoscenza" lanciate dalla Flc- Cigl per metà ottobre; lo sciopero generale dei sindacati di base previsto per il 23 ottobre.
Chissà che non si arrivi (le condizioni sembrano esserci) ad uno sciopero generale della scuola Cigl, cobas, studenti e, perché no?, metalmeccanici.
Cari saluti a tutte ed a tutti,
Eleonora Forenza
Segreteria nazionale Prc-se
Gennaro Loffredo
Responsabile naz. Scuola e Formazione Professionale Prc-se
Fabio de Nardis
Responsabile naz. Università e Ricerca Prc-se
P.s. Vi preghiamo, inoltre, di segnalarci prima possibile i contatti delle/i compagne/i che sono presenti nelle mobilitazioni territoriali, al fine di definire una mappatura precisa di tutti gli eventi in cui Rifondazione Comunista è presente (come partito e non) consapevoli dell’esigenza di generalizzare il fronte delle lotte a cominciare dall’unità d’azione tra scuola e università.
postato da fabiodenardis, 14:11 | link | commenti - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
mercoledì, settembre 16, 2009 Scuola e Università unite nella lotta
Da settimane i precari di Roma sono accampati in condizioni igieniche e atmosferiche a dir poco ostiche di fronte al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, trasformando quel presidio permanente in base logistica per la elaborazione di proposte e la pianificazione delle lotte. I militanti di Rifondazione, dei giovani comunisti e i volontari delle Brigate di solidarietà attiva sono al loro fianco cercando di rendere più agevole una forma di lotta defaticante. Il presidio proseguirà a oltranza fino a quando il governo non ritirerà i tagli insostenibili ascoltando le ragioni della scuola in movimento. L’obiettivo è quello di trasformare l’accampamento dei precari di fronte al ministero in un luogo permanente di costruzione del conflitto e di elaborazione politica per tutto il mondo della conoscenza. Presto avranno inizio le mobilitazioni anche nelle università italiane altrettanto sfiancate da una politica di tagli irrazionale e da un disegno di legge sulla governance universitaria che completerà il progetto contro-riformatore del governo Berlusconi, così come il disegno di legge Aprea per quanto concerne il settore della scuola. Precarizzazione delle vite, privatizzazione, aziendalizzazione, strapotere dei dirigenti scolastici e dei rettori; così la destra al governo pensa di poter vincere la sfida posta dalla società della conoscenza. Studenti e ricercatori universitari sono determinati a mobilitarsi con l’obiettivo di unire il fronte delle lotte, consci che la mobilitazione dei precari della scuola non è una battaglia corporativa ma una lotta ampia che riguarda tutto il mondo della conoscenza per un sistema di formazione pubblico, di massa e democratico. Per questa ragione il coordinamento dei collettivi universitari, insieme ad alcuni militanti di Rifondazione, dei giovani comunisti e agli insegnanti precari sono saliti sul tetto dell’Università di Roma Iniziative analoghe verranno organizzate ovunque in Italia. Così come i precari della scuola e gli operai hanno occupato per giorni i tetti di fabbriche, scuole e provveditorati, così studenti e ricercatori universitari occuperanno i tetti delle università italiane contro la conoscenza precaria, contro il progetto governativo di superamento della crisi sulle spalle degli insegnati e dei ricercatori precari, che sono il corpo vivo della formazione e della conoscenza in Italia. Per questa ragione Rifondazione comunista e i giovani comunisti sostengono e partecipano a tutte le iniziative messe in campo dai coordinamenti dei precari della scuola e lavoreranno per la buona riuscita della manifestazione nazionale indetta per il 3 ottobre a Roma su una piattaforma rivendicativa che, oltre a richiedere la salvaguardia dei posti di lavoro e dei livelli occupazionali, pone questioni essenziali per la difesa della formazione pubblica contro gli attacchi delle destre. Fabio de Nardis postato da fabiodenardis, 11:54 | link | commenti (6) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti
martedì, settembre 15, 2009 Dichiarazione di Eleonora Forenza, esponente segreteria nazionale Prc e responsabile Area laicità, movimenti e Diritti, e di Fabio De Nardis, responsabile Dipartimento Università e Ricerca del Prc.
FORENZA-DE NARDIS, PRC: SCUOLA, OGGI PRC SUL TETTO DELLA SAPIENZA COI COLLETTIVI. PUNTIAMO A SOSTENERE E GENERALIZZARE TUTTE LE LOTTE CONTRO IL MINISTRO GELMINI.
Questa mattina all'universitlà La Sapienza di Roma, Rifondazione comunista e i Giovani comunisti hanno partecipato e sostengono l'azione dimostrativa messa in atto dagli insegnanti precari in mobilitazione contro il decreto Gelmini e dal Coordinamento dei Collettivi della Sapienza di Roma, issando tre striscioni sul tetto dell'Università e distribuendo volantini di protesta e di sensibilizzazione contro il ministro alla Pubblica Istruzione e all'Università Maria Stella Gelmini e contro i suoi tagli indiscriminati al mondo della scuola, tagli che configurano un vero e proprio scempio dell'istruzione pubblica, laica e democratica della scuola italiana.
Come Rifondazione comunista e come Giovani comunisti sosterremo e parteciperemo a tutte le lotte e ad ogni azione, anche la più eclatante, che punta alla generalizzazione del conflitto e all'unità delle lotte tra scuola, università e ricerca, e insieme lavorando anche all'unione tra queste lotte e tutte le altre lotte in campo nel nostro Paese, da quelle sociali a quelle territoriali, per il diritto alla casa e per i diritti civili.
postato da fabiodenardis, 14:06 | link | commenti (3) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti
lunedì, settembre 14, 2009 Comunicato stampa.
Dichiarazione di Eleonora Forenza (segreteria nazionale Prc) e di Fabio de Nardis (responsabile Università e Ricerca Prc)
FORENZA-DE NARDIS, PRC: SCUOLA, OGGI ASSALTO SONORO AL MINISTERO
STUDENTI, RICERCATORI UNIVERSITARI E INSEGNANTI UNITI NELLA LOTTA.
Studenti, insegnanti e ricercatori universitari solidarizzano tra di loro e oggi partecipano all’assalto sonoro organizzato in questi giorni e che verrà rilanciato oggi pomeriggio, davanti il ministero della Pubblica Istruzione del ministro Gelmini. L'assalto che è stato organizzato dai Giovani Comunisti del Prc, dalla Fgci del Pdci e dalle Brigate di solidarietà attiva per protestare contro i tagli decisi dalla Gelmini.
Rifondazione Comunista è a fianco degli insegnanti e dei ricercatori precari e li sostiene in tutte le iniziative di mobilitazione che in questi giorni e nei giorni a venire si realizzeranno nelle scuole, nelle piazze e nelle università di tutta Italia.
Siamo stufi delle menzogne della ministra Gelmini e del governo Berlusconi. Lavoreremo per scaldare l’autunno.
- postato da fabiodenardis, 17:15 | link | commenti - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
giovedì, agosto 06, 2009 Manni e Ferrero: “Sul pasticcio di Vendola, la valutazione è negativa” Una conferenza stampa svoltasi stamane presso la sede della Regione Puglia chiarisce la posizione di Rifondazione Comunista in merito alle inchieste sulla sanità pugliese condotte dalla magistratura di Bari. Alla conferenza hanno pertecipato Piero Manni, capogruppo al consiglio della Regione Puglia, Pietro Mita, consigliere regionale, Paolo Ferrero, segretario nazionale e Nicola Cesaria, segretario regionale. Di seguito, le posizioni di Rifondazione Comunista riportate dall'agenzia quotidiana di stampa del Consiglio regionale della Puglia:
L’attacco di Rifondazione al cuore di Vendola è profondo. “C’è un rovesciamento totale di comportamento – ha detto Ferrero - dal massimo della trasparenza, in virtù della quale Nichi è stato eletto, al massimo oggi della impossibilità di capire cosa stia succedendo. Le modalità oggi sono esattamente opposte a quelle di quattro anni fa. La forza del governo pugliese stava invece proprio in quel grande processo di partecipazione – ha ribadito il segretario - che partiva dal basso e che, attraverso la trasparenza, si poneva come obiettivo principale la lotta contro i poteri forti. Bene oggi Nichi ha mediato proprio con quei poteri forti, da quelli politici (vedi l’apertura alla Poli Bortone) a quelli concreti che avvolgono il mondo della sanità. Nichi oggi sta facendo esattamente l’opposto di quello che si doveva fare, e cioè si doveva ripartire dal basso anziché farsi garantire dall’alto”. Chi è il principale sponsor oggi di Vendola, si è chiesto ancora Ferrero? ”Colui che era il suo peggior nemico quattro anni fa, e cioè Emiliano”. Sull’apertura ai moderati e sullo spostamento a destra dell’asse politico, ha rincarato la dose il capogruppo Manni che ha parlato del neo assessore Loredana Capone quale “sintesi, nel salento, della speculazione edilizia e della borghesia che vive di risorse pubbliche che a volte vengono gestite in modo non molto trasparente” e quale “rappresentante di interessi finanziari, della grande distribuzione e del commercio”. Così come l’ingresso in giunta di Dario Stefàno “ha – per Manni - il sapore di una maggiore attenzione verso gli interessi della Confindustria, di cui il neo assessore è un esponente. Noi insomma abbiamo difficoltà a sentirci rappresentanti da questa giunta, pur riconoscendo il buon lavoro fatto in questi anni”. Per Manni poi “abbiamo ridato voce alla destra e a coloro che hanno dato dignità di sistema (vedi Palese e Fitto) all’intreccio malvagio di affari e politica, facendo scomparire così le loro responsabilità”. Infine in Aula, i due consiglieri di Rifondazione (Manni e Mita) voteranno secondo la qualità del singolo provvedimento. “Tutte le cose buone le voteremo – ha detto Manni – tutte quelle negative le bocceremo”. No comment invece sulla posizione che Rifondazione assumerà in merito alla scelta del candidato presidente alle prossime elezioni amministrative della primavera del 2010. postato da fabiodenardis, 10:59 | link | commenti (22) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
lunedì, luglio 27, 2009 Uccidono gli atenei del sud, la chiamano meritocrazia Il Governo dà il via libera alla ripartizione del fondo premiale di 525 milioni destinato alle università “virtuose” ed è subito polemica. In merito alla qualità della ricerca, si è tenuto conto per il 50% delle valutazioni del Civr relative al triennio 2001-2003, penalizzando le Università più giovani, come quella di Foggia che nasceva un paio di anni prima. Un altro 50% della valutazione si è basato sul criterio dei finanziamenti ottenuti da enti esterni o dalla Comunità europea. Questo parametro privilegia le Università monotematiche, come sono appunto i Politecnici, rispetto alle Università generaliste che coprono ogni campo dell’umana conoscenza, dalle scienze fisiche alle scienze umane e sociali. Inoltre va detto che scrivere un progetto di ricerca europeo non è facile, non basta un team di ricerca all’avanguardia. Occorre interpretare il linguaggio della burocrazia di Bruxelles anche grazie a strutture apposite in grado di accompagnare i ricercatori per tutto il percorso di compilazione del progetto. Il governo nulla ha fatto in questo campo. L’Università di Trento è stata lungimirante ma non va dimenticato che si trova in una Provincia a statuto speciale, in possesso di una quantità di risorse superiori a quelle di qualsiasi altro ateneo. Nessuna considerazione è stata fatta sul contesto in cui alcuni atenei si trovano ad operare. Facile ottenere finanziamenti quando ci si trova in un territorio caratterizzato da un tessuto imprenditoriale e finanziario diffuso, diversa è la situazione in quelle provincie, quasi sempre meridionali, dove tali opportunità non esistono ma l’Università riesce comunque a svolgere il ruolo di stimolo allo sviluppo territoriale e di emancipazione sociale per migliaia di cittadini e cittadine. Addirittura un parametro di valutazione è stato la quota di laureati che trovano un’occupazione a tre anni dal conseguimento della laurea. Eppure questo dato non dipende dagli atenei ma dal tessuto sociale. Se a Trento esiste complessivamente un tasso di disoccupazione poco superiore al 2% mentre nella maggior parte delle provincie meridionali supera il 15%, è chiaro che in queste realtà le opportunità sociali siano molto ridotte e non per responsabilità del sistema universitario. Nessuna considerazione viene poi fatta sul tipo di occupazione che sovente non corrisponde al percorso di studi scelto, ma di per sé rappresenta un ripiego, senza contare il numero oscuro dei lavoratori in nero, specie al Sud, che sono fuori statistica. Pesa poi la percentuale dei fuori-corso, che guarda caso sono perlopiù studenti lavoratori; o la quota di docenti interni, e non dunque presi a contratto, per coprire gli insegnamenti previsti nei corsi di laurea. Ma come pretende il governo di far sì che tutte le Università di adeguino a questi standard, di per sé opinabili, se poi taglia risorse e blocca i nuovi reclutamenti? Arriva a riguardo la notizia dello sblocco dei concorsi banditi il 30 giugno 2008, ci aspettiamo che il governo dia immediatamente mandato per la formazione delle commissioni, dopo aver fermato tutto per oltre un anno a causa di una riforma dei meccanismi concorsuali che alla fine poco incide sulle incrostazioni baronali presenti in tutti gli atenei italiani. Insomma. Dietro a questa classificazione ben poco virtuosa, si nasconde il progetto regressivo di un governo che punta a distruggere l’Università pubblica valorizzando degli pseudo-poli di eccellenza che tagliano fuori centinaia di migliaia di studenti proletari che mai si potrebbero permettere la de-regionalizzazione o il pagamento di maxi-tasse come quelle che saranno applicate nei prossimi anni per far fronte ai pesanti tagli previsti dalla passata finanziaria. Il risultato? Che grandi Università del centro-sud, all’interno delle quali si sviluppano settori di eccellenza, come Fabio de Nardis Responsabile nazionale università e ricerca Prc postato da fabiodenardis, 16:13 | link | commenti (5) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
venerdì, luglio 24, 2009 PRC: Giù le mani dall’ISTAT e dai suoi lavoratori
Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc, e di Fabio de Nardis, responsabile nazionale Università e Ricerca Prc
Rifondazione Comunista offre il suo pieno appoggio ai lavoratori precari dell’Istat umiliati quotidianamente da un governo interessato solo a inquinare la realtà di un paese in crisi uccidendo le speranze di vita e di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori.
Il ministro dell’Economia ha ridicolizzato pubblicamente la più importante rilevazione dell'Istat, quella sulle forze di lavoro con cui si stima la crescente disoccupazione, solo perché i dati della statistica ufficiale mostrano il drammatico fallimento delle politiche economiche di questo governo.
L’Istat esercita semplicemente la sua funzione pubblicando indicatori congiunturali e strutturali che hanno l’unico difetto di descrivere una realtà non addomesticata ai capricci del presidente del consiglio e dei suoi ministri.
È purtroppo certo che nei prossimi due anni il numero dei disoccupati è destinato a crescere vertiginosamente e inutile è la strategia di qualche ministro che oggi punta a delegittimare l’indicatore ufficiale sull'occupazione e disoccupazione Istat, dopo aver colpito pesantemente questa istituzione con provvedimenti ammazza-precari.
Un esempio paradigmatico è la vicenda che riguarda la Rete di rilevazione dell'indagine sulle forze di lavoro, struttura strategica per la qualità dei risultati. Per diversi anni si è lasciato irrisolto il problema legato al tipo di contratto dei rilevatori senza proporre soluzioni e alla fine si è optato per il licenziamento di oltre 300 lavoratori e lavoratrici, mentre la rete è stata affidata a una società esterna all’Istat con seri rischi sulla qualità dei risultati.
Un istituto di statistica debole consente al Governo di portare avanti il suo disegno autoritario e la nomina del nuovo Presidente, fortemente voluto da Tremonti, che rischia di rappresentare l'inizio del ridimensionamento dell'autonomia dell'Istituto.
Rifondazione Comunista si oppone a tutto questo per la difesa dei lavoratori e per l’autonomia della ricerca scientifica e della statistica in Italia, sostenendo l’appello di intellettuali che in pochi giorni ha raccolto oltre mille firme per ricordare all'opinione pubblica che l'indipendenza e l'autorevolezza della statistica ufficiale sono risorse pubbliche non addomesticabili ai capricci del governo, a prescindere dal suo colore politico.
Rifondazione: «Se l’Università di Pisa non ritira i bandi della vergogna, pronti alle vie legali»
Rifondazione Comunista ha partecipato al presidio indetto dall’Assemblea dei ricercatori e docenti precari dell’Università di Pisa a Palazzo Quaratesi, mentre il Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia era impegnato a designare in tutta fretta i vincitori dei «bandi della vergogna» e a ribandire i 25 posti di insegnamento a titolo gratuito, andati deserti grazie alla campagna degli stessi precari «Io gratis non lavoro». Ci auguriamo che il Consiglio di Facoltà di Lettere si assuma per intero le proprie responsabilità, senza scaricarle sul Rettore: i molti vizi formali dei bandi denunciati dai precari al Ministero, così come l’incompatibilità a norma dei regolamenti d’ateneo tra il dottorato, gli assegni di ricerca e gli incarichi di insegnamento dovrebbero costituire ragioni sufficienti per sospendere l’intera procedura di selezione. Se così non fosse, la difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori, come dell’intera comunità universitaria esposta dai contratti gratuiti a una deflagrante concorrenza al ribasso, richiederà che si passi alle vie legali. Rifondazione Comunista offre il suo pieno appoggio politico e logistico alla contestazione dei bandi per via giudiziaria. Simili azioni uniscono, infatti, alle questioni strettamente sindacali sui diritti dei lavoratori una battaglia più generale per la salvaguardia dell’università pubblica e della libertà d’insegnamento. Per queste ragioni spiace ma non sorprende che il Partito Democratico, che proprio a Pisa vanta nomi illustri come l’ex rettore Luciano Modica, non si sia finora schierato a fianco dei docenti precari licenziati e sfruttati, pronunciando parole chiare contro i contratti di insegnamento gratuito.
Pisa, 23 luglio 2009 Fabio de Nardis, responsabile nazionale Università e Ricerca PRC Federico Oliveri, Rersponsabile Università e Ricerca PRC - Pisa ---------------------------------- Il Governo aiuta a morire le università in difficoltà, alla faccia dei precari
“Il ministro dell’istruzione e dell’università decide di selezionare le università migliori in base a indicatori a dir poco opinabili per distribuire 525 milioni di euro (già di per sé una miseria) alle università italiane. Sono infatti considerati atenei virtuosi non solo quelli che eccellono in ricerca e didattica ma soprattutto quelli che assumono a tempo determinato perché la fabbrica di precari costa di meno allo Stato di una istituzione accademica che garantisce serenità di lavoro e diritti sociali ai propri dipendenti, che siano essi ricercatori o amministrativi. Il Governo tra l’altro, escludendo gli atenei “non virtuosi” dall’assegnazione dei fondi aggiuntivi, fa ricadere su giovani e precari le responsabilità finanziarie di organismi amministrativi alla cui elezione essi attualmente non partecipano. Al contempo decide di penalizzare università già in difficoltà che invece di essere aiutate a morire dovrebbero godere di un maggior supporto istituzionale per potersi rilanciare sul piano della ricerca e della didattica”.
Fabio de Nardis, responsabile nazionale università e ricerca Prc postato da fabiodenardis, 19:53 | link | commenti - lo trovi nella categoria:
sabato, luglio 11, 2009 Sinistra d'alternativa, verso la Federazione: "Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra di alternativa". Appuntamento il 18 luglio al centro congressi Frentani, h 10.00.
Diffondiamo il testo dell'appello "Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra di alternativa" (in allegato nella sua formula integrale) testo sottoscritto e lanciato da partiti, associazioni, movimenti personalità indipendenti della sinistra, che propone di costruire una federazione della sinistra tra partiti, associazioni, movimenti, comitati e singole personalità della sinistra d'alternativa.
Tra i firmatari dell'appello figurano molte personalità di partito, di movimento e indipendenti, tra cui:
Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi, Vittorio Agnoletto, Margherita Hack, Lidia Menapace,Bruno Amoroso, Elio Bonfanti, Benedetta Buccellato, Elena Canali, Omar Sheikh Esahaq, Valerio Evangelisti,Barbara Fois, Haidi Giuliani, Rita Lavaggi, Maria Rita Lodi, Maria Rosaria Marella,Ibrahima Niane, Nicola Nicolosi, Gian Paolo Patta, Tonino Perna, Rossano Rossi, Nadia Sabato, Bassam Saleh, Raffaele K. Salinari, Laura Stochino, Ermanno Testa, Vauro, Mario Vegetti, Massimo Villone
Di seguito il testo dell'appello.
"Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra di alternativa".
La crisi sta mostrando una volta di più il volto distruttivo del capitalismo e delle politiche liberiste. Parimenti mostra il fallimento delle politiche socialdemocratiche in tutta Europa e del centrosinistra in Italia.
Nella debolezza dell’opposizione e della sinistra, la crisi sociale si impasta con la crisi della politica, producendo guerre tra i poveri che si esprimono in separatezza dalla politica, in astensione, quando non in consenso alle destre razziste.
Abbiamo quindi dinnanzi un compito tanto grande quanto necessario, quello di costruire una efficace opposizione sociale, politica e culturale, in grado di proporre e rendere credibile una uscita da sinistra dalla crisi, lungo una strada contrapposta alle ricette della destra e alternativa al liberismo temperato proposto dal centrosinistra.
A tal fine è assolutamente necessario costruire un punto di riferimento politico della sinistra di alternativa, che abbia massa critica e programmi tali da risultare credibile per tutti coloro che stanno subendo e pagando la crisi e che si ponga l’obiettivo di aggregare tutte le forze politiche, sociali, culturali e morali che come noi sentono questa urgenza.
Riteniamo che gli elementi fondanti di questo processo di aggregazione siano principalmente quattro:
In primo luogo una rinnovata critica al capitalismo globalizzato e alla sua tendenza alla mercificazione di ogni cosa e relazione sociale.
In secondo luogo una forte opposizione al sistema bipolare che rappresenta la forma istituzionale con cui il pensiero unico ha cercato di sancire l’espulsione del tema dell’alternativa dalla politica.
In terzo luogo noi riteniamo che questo polo della sinistra di alternativa non possa essere costruito solo tra le forze politiche oggi esistenti ma debba coinvolgere a pieno titolo tutte le esperienze di sinistra che si muovono al di fuori dei partiti.
In quarto luogo noi pensiamo che la sinistra di alternativa sia pienamente nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista.
La proposta che avanziamo trova la sua collocazione politica naturale nel contesto di tutte le forze della sinistra europea che si collocano a sinistra delle socialdemocrazie e che hanno ottenuto significativi consensi nelle ultime elezioni europee, come in Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Olanda e nei paesi nordici.
Proponiamo pertanto di dar vita a una Federazione unitaria che comprenda – oltre alle forze che hanno dato vita alla lista anticapitalista e comunista – tutti i soggetti politici, i movimenti e le persone che avvertono l’urgenza di affrontare insieme i compiti che ci sono davanti e che abbiamo prima indicato nelle linee generali.
Vogliamo discutere nel modo più diffuso e aperto della nostra proposta unitaria e a tal fine proponiamo quindi di vederci il 18 luglio alle ore 10,00 a Roma al Centro Congressi di via Frentani
postato da fabiodenardis, 19:45 | link | commenti (10) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
Sinistra d'alternativa, verso la Federazione: "Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra di alternativa". Appuntamento il 18 luglio al centro congressi Frentani, h 10.00.
Diffondiamo il testo dell'appello "Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra di alternativa" (in allegato nella sua formula integrale) testo sottoscritto e lanciato da partiti, associazioni, movimenti personalità indipendenti della sinistra, che propone di costruire una federazione della sinistra tra partiti, associazioni, movimenti, comitati e singole personalità della sinistra d'alternativa.
Tra i firmatari dell'appello figurano molte personalità di partito, di movimento e indipendenti, tra cui:
Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi, Vittorio Agnoletto, Margherita Hack, Lidia Menapace,Bruno Amoroso, Elio Bonfanti, Benedetta Buccellato, Elena Canali, Omar Sheikh Esahaq, Valerio Evangelisti,Barbara Fois, Haidi Giuliani, Rita Lavaggi, Maria Rita Lodi, Maria Rosaria Marella,Ibrahima Niane, Nicola Nicolosi, Gian Paolo Patta, Tonino Perna, Rossano Rossi, Nadia Sabato, Bassam Saleh, Raffaele K. Salinari, Laura Stochino, Ermanno Testa, Vauro, Mario Vegetti, Massimo Villone
Di seguito il testo dell'appello.
"Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra di alternativa".
La crisi sta mostrando una volta di più il volto distruttivo del capitalismo e delle politiche liberiste. Parimenti mostra il fallimento delle politiche socialdemocratiche in tutta Europa e del centrosinistra in Italia.
Nella debolezza dell’opposizione e della sinistra, la crisi sociale si impasta con la crisi della politica, producendo guerre tra i poveri che si esprimono in separatezza dalla politica, in astensione, quando non in consenso alle destre razziste.
Abbiamo quindi dinnanzi un compito tanto grande quanto necessario, quello di costruire una efficace opposizione sociale, politica e culturale, in grado di proporre e rendere credibile una uscita da sinistra dalla crisi, lungo una strada contrapposta alle ricette della destra e alternativa al liberismo temperato proposto dal centrosinistra.
A tal fine è assolutamente necessario costruire un punto di riferimento politico della sinistra di alternativa, che abbia massa critica e programmi tali da risultare credibile per tutti coloro che stanno subendo e pagando la crisi e che si ponga l’obiettivo di aggregare tutte le forze politiche, sociali, culturali e morali che come noi sentono questa urgenza.
Riteniamo che gli elementi fondanti di questo processo di aggregazione siano principalmente quattro:
In primo luogo una rinnovata critica al capitalismo globalizzato e alla sua tendenza alla mercificazione di ogni cosa e relazione sociale.
In secondo luogo una forte opposizione al sistema bipolare che rappresenta la forma istituzionale con cui il pensiero unico ha cercato di sancire l’espulsione del tema dell’alternativa dalla politica.
In terzo luogo noi riteniamo che questo polo della sinistra di alternativa non possa essere costruito solo tra le forze politiche oggi esistenti ma debba coinvolgere a pieno titolo tutte le esperienze di sinistra che si muovono al di fuori dei partiti.
In quarto luogo noi pensiamo che la sinistra di alternativa sia pienamente nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista.
La proposta che avanziamo trova la sua collocazione politica naturale nel contesto di tutte le forze della sinistra europea che si collocano a sinistra delle socialdemocrazie e che hanno ottenuto significativi consensi nelle ultime elezioni europee, come in Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Olanda e nei paesi nordici.
Proponiamo pertanto di dar vita a una Federazione unitaria che comprenda – oltre alle forze che hanno dato vita alla lista anticapitalista e comunista – tutti i soggetti politici, i movimenti e le persone che avvertono l’urgenza di affrontare insieme i compiti che ci sono davanti e che abbiamo prima indicato nelle linee generali.
Vogliamo discutere nel modo più diffuso e aperto della nostra proposta unitaria e a tal fine proponiamo quindi di vederci il 18 luglio alle ore 10,00 a Roma al Centro Congressi di via Frentani
postato da fabiodenardis, 19:43 | link | commenti (3) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
martedì, luglio 07, 2009 Roma, 7 luglio 2009. postato da fabiodenardis, 13:36 | link | commenti (2) - lo trovi nella categoria: italia, glocalizzazione, conflitti, sinistra, movimenti
giovedì, luglio 02, 2009 G8 -CONTRO IL "BORDELLO GLOBALE" IL PRC SARA' IN TUTTE LE MANIFESTAZIONI Il Partito della Rifondazione Comunista parteciperà a tutte le mobilitazioni di contestazione al summit del G8, sia quelle diffuse sul territorio nazionale come la manifestazione del 4 Luglio a Vicenza contro la base Dal Molin, sia il Forum organizzato da diverse forze e movimenti il 7 Luglio a L’Aquila, sia la manifestazione nazionale prevista per il 10 Luglio nel capoluogo abruzzese. Invita le sue strutture a mettersi a disposizione affinché sia garantita la massima partecipazione e successo delle mobilitazioni e siano superate positivamente incomprensioni e contrapposizioni tra realtà di movimento. Il Prc lavora per un movimento unitario e di massa contro il G8 e le sue politiche e ritiene per questo legittima ed importante ogni mobilitazione che si ponga questo obiettivo. Anche alla luce della crisi economica globale provocata dalle politiche neoliberiste e di guerra, il G8 è sempre di più un organismo abusivo, a-democratico e incapace di dare risposte ai bisogni di larga parte dell’umanità. Un organismo basato sul censo, ovvero sulla “ricchezza” degli Stati che lo compongono, appare sempre di più un insulto nei confronti delle popolazioni di un pianeta consegnato al collasso ambientale, ostaggio della speculazione finanziaria e dello sfruttamento crescente delle popolazioni da parte delle multinazionali e della logica del profitto. Proprio per questo riteniamo sbagliate le campagne di chi , usando il sacrosanto tema della lotta alla povertà, rischia di coprire queste responsabilità affidando al G8 una qualsivoglia funzione umanitaria. Il tentativo del governo Berlusconi di farsi scudo della tragedia del terremoto per mettere a riparo un organismo screditato nell’opinione pubblica internazionale come il G8 è destinato al fallimento. Starà all’intelligenza dei movimenti e alla maturità della popolazione dell’Aquila, alla quale va la nostra solidarietà piena e il nostro rispetto, dare agli 8 grandi il benvenuto che meritano visto le gravissime loro responsabilità nella crisi planetaria. Dopo 8 anni il G8 torna a “celebrarsi” in Italia. Sono ancora aperte le ferite di Genova, fortissimo il ricordo e il dolore per l’assassinio di Carlo Giuliani e per coloro che si videro torturati , offesi nei corpi e nella dignità, da chi costituzionalmente era preposto a tutelarne e garantirne i diritti fondamentali. Tra gli otto “grandi” uno è rimasto lo stesso: il cavalier Silvio Berlusconi. Anche per questo non pensiamo che sia giusto aderire a richieste di “tregua” nei confronti di una persona e di un governo che ogni giorno umilia la democrazia, calpesta la libertà di stampa, attua politiche economiche e sociali a favore dei forti mentre si ostina ad ignorare le richieste di chi perde il lavoro, vive nella precarietà e non riesce ad arrivare a fine mese. Berlusconi porta il G8 nel “bordello globale” e cerca con una operazione di immagine di salvare se stesso e le sue politiche reazionarie. Noi saremo con i movimenti per rovinargli la festa e per rinnovare il nostro impegno per un altro mondo possibile e necessario. responsabile nazionale Dipartimento Movimenti Altermondialisti Prc/Se postato da fabiodenardis, 14:33 | link | commenti (4) - lo trovi nella categoria: conflitti, sinistra, movimenti
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