|
Per contattarmi:
|
|
|
|
|
martedì, aprile 29, 2008 A proposito di emozioni A proposito di emozioni, vi sottopongo questa lettera scritta da una liceale romana all’indomani della vittoria di Alemanno. Non so chi sia, ho solo trovato la sua lettera nella mia posta. Scrive col cuore e con lo stomaco. Non offre analisi, ma l’istinto di rabbia di una ragazza che conosce bene la natura della destra a Roma. Non parlo di politica, parlo di gente
E poi c'è la gente che non vota, loro mi danno più al cazzo di tutti. Ma dove pensate di vivere?! Nel vostro cantuccio isolato dal mondo?! Pensate che ciò che succede non vi tocchi?! Bene, a voi che non votate, vi auguro che vi tocchi tutto quanto e che veniate da me tristi e sconsolati a lamentarvi di quello che succede. E io riderò. Vi auguro che la vostra colf venga rimandata in Lituania. Che non abbiate una università dove studiare. Vi auguro che un folle fascista prenda a bastonate il vostro gatto rosso, solo perché rosso. E credetemi, mi sto trattenendo dall'augurarvi il peggio. Non avevo voluto esprimermi troppo apertamente sulle politiche, chi mi conosceva sapeva cosa pensavo, e ciò bastava ma adesso ve le pijate tutte. Sono senza parole perché a Roma ha vinto la destra e in provincia la sinistra, il che vuol dire molto terra terra che nei paesini della provincia di roma, che noi pijamo per il culo perché con un accento buffo, sanno ragionare meglio di noi. Vuol dire che un pastore è assurdamente più colto di un ragazzo che ha studiato. Che tristezza, fatemelo dire. Ma come si può non sognare?! A 18 anni soprattutto come si fa?! Cosa vuol dire io voto pdl perché conviene alla mia famiglia?! Ok, è un ragionamento, ma sinceramente spero non diventi mai il mio. Perché anche alla mia famiglia conviene votare Berlusconi, ma quando tra 5 anni l'Italia cadrà, la sua economia crollerà, non sarà la mia famiglia a rimanere in piedi, la mia famiglia crollerà con l'Italia e cosi faranno quelle di tutti i furbi che pensavano di arricchirsi. Lo faranno, altro che. Per cinque anni però. Dieci magari, sono proprio ottimista. E poi no, ma la colpa sarà della sinistra, quindi non mi preoccupo manco troppo. Sono veramente giù di morale. Non ci posso fare niente. E la cosa bella è che a me viene da piangere, ma se alemanno avesse perso, a quelli che l'hanno votato non sarebbe fregato un cazzo. Perché non c'è una ideologia dietro. Non c'è nessun sogno. E allora tenetevi la vostra vita, divertitevi. Ma non mi dite che alemanno non è fascista, che la sua politica non sarà fascista, perchè mio fratello è stato menato a sangue dalla vostra gente. Perché non è successo solo a mio fratello. E adesso perderemo anche Fiumicino, sempre perché la gente ragiona. Tutta presa da questa follia di violenza che i telegiornali volevano appiopparci nessuno ha pensato a cosa ci fosse dietro, al fatto che essere sindaco significhi anche altro. Significa nel nostro caso lottare perché Fiumicino rimanga lo scalo internazionale dell'Alitalia e non lasciare alla Lega il controllo, perché alemanno non lotterà. Alemanno è quello che con la lega ha lottato per evitare la candidatura di Roma alle olimpiadi. Bel sindaco che vi siete scelti. Già va contro Roma, ma perché ancora probabilmente non era sua. Era ancora la mia Roma. Alemanno che ha definito i viaggi di Veltroni in Africa come vacanze dei centri sociali, le facesse lui cose del genere. Alemanno che è stato capace di far stuprare una persona per vincere le elezioni. Vabbene, non è detto. Diamogli il beneficio del dubbio, quello che né lui né i suoi compari sanno dare agli stranieri. Dando il beneficio del dubbio rimane come FATTO che l'avvocato difensore del rumeno che non parla una parola di italiano è uno dei più grandi avvocati di Italia, nonché legale di Berlusconi (perché Berlusconi ha bisogno di legali?? Un uomo della sua integrità..) e per caso i due salvatori della ragazza sono i due bracci destri di alemanno. Diamo il beneficio del dubbio, tanto siamo sempre noi a perdere, e quella poraccia che hanno fatto stuprare per una minkia di elezione a sindaco. Che schifo. Oddio ho i brividi. In questo momento mi fa troppo schifo tutto per continuare. La nostra informazione per prima. 25 minuti di cronaca nera al telegiornale, solo per innalzare la paura. Milano ha più stupri di Roma è ha un quarto di abitanti. Ma questo non si dice. MA STI CAZZI NO?! E la gente per paura vota l'ordine, il fascismo. Che schifo. Veramente, che schifo. Auguro a tutti quelli che hanno votato alemanno e hanno la colf di ritrovarsi a lavare per terra il loro pavimento con la lingua o con uno spazzolino. Auguro alla vecchia che ha votato alemanno di portarsi da sola i carrelli della spesa. Auguro al contadino di raccogliersi da solo i pomodori. Auguro a chi ha votato alemanno di andare all'estero e sentirsi minacciati e in minoranza. Auguro di non trovare lavoro e di buttare i loro anni di università in una struttura che non funziona. Auguro a chi viene sfrattato e ha votato alemanno di andà a vive sotto un ponte. Auguro al benestante che ha votato alemanno di venire rapinato da un italiano. Auguro di sentire la gente bisbiglargli vicino che deve essere bruciato. E auguro alla mia Roma di andare a dormire e di svegliarsi tra 5anni postato da fabiodenardis, 14:55 | link | commenti (24) - lo trovi nella categoria: italia, vita, sinistra
giovedì, aprile 24, 2008 Ripartire dal sociale Ecco di seguito il documento politico passato a maggioranza nel CPN di Rifondazione del 20 Aprile.
Questa sconfitta storica non è avvenuta in una fase di stabilizzazione economica e sociale. Noi non siamo dentro un ciclo di crescita economica che riduce le contraddizioni sociali. Al contrario siamo in una fase di crisi, con una insicurezza sociale e personale che sfiora l’angoscia. In quel sentirsi soli di fronte al pericolo è stato sconfitto il nostro progetto e la destra ha vinto le elezioni. Ripartire dalla costruzione di spazi comuni della sinistra, di forme concrete di lavoro di inchiesta, di lavoro politico sociale e culturale sul territorio per costruire un percorso, non fagocitato da scadenze elettorali, che punti alla costruzione. dell’unità possibile di tutte le forze disponibili sulla base di contenuti, obiettivi, pratiche realmente condivisi. Un percorso unitario rivolto a tutti coloro che hanno sostenuto postato da fabiodenardis, 11:20 | link | commenti (28) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
domenica, aprile 20, 2008
Le ragioni della sconfitta … quindi? Dall’analisi dei flussi elettorali si legge che le ragioni di una crisi di consensi a sinistra di tale portata sono molteplici. In primo luogo, ci ha penalizzato la retorica del voto utile che ha fatto si che circa il 46% dei nostri elettori si siano rivolti al PD per evitare (a questo punto inutilmente) la vittoria della destra. Questo dato viene infatti confermato dai risultati del voto amministrativo dove non ha pesato la chiamata alle armi per una reductio a due del sistema politico. In quei casi la sinistra, pur confermando un trend negativo, ha comunque ottenuto consensi doppi, e in alcuni casi tripli e quadrupli rispetto al dato delle politiche. In secondo luogo, credo abbia pesato in percentuale analoga una crisi di consensi alla nostra sinistra. La frizione tra aspettative e fatti rispetto all’esperienza di governo ci ha fortemente penalizzati. Non essere riusciti a incidere sulle dinamiche di un governo evidentemente moderato ci ha politicamente sfiancati. A questo si aggiungono le forzature verso una soggettività politica indistintamente di sinistra che i nostri elettori più identitari non hanno digerito. Questo ha fatto si che buona parte di essi si rifugiasse nell’astensionismo e, in minor misura, nel voto a Sinistra Critica e Pcl, che hanno quindi perso la loro scommessa su uno sfondamento a sinistra. Solo uno 0,5% del nostro elettorato del Nord ha invece votato per Rimane però una ragione per così dire più soggettiva, che non riguarda fattori esogeni a Rifondazione ma che chiama direttamente in causa la nostra politica e la nostra incapacità di leggere per tempo alcuni processi. Anche alcuni commenti su questo blog hanno fatto spesso riferimento alla tendenza di Rifondazione a enfatizzare molto negli ultimi anni la questione dei diritti civili, donne, ambiente, omosessuali, trascurando la questione del lavoro, che è tradizionalmente la nostra questione. La rivendicazione della nostra parzialità e non autosufficienza con la conseguente enfasi riposta sulla idea nobile della contaminazione culturale specie col pensiero critico espresso dei movimenti glbt, delle donne e degli ambientalisti, ha fatto sì che negli ultimi anni Rifondazione perdesse radicamento nei territori e nei luoghi del lavoro. Questo è stato un errore politico. Le battaglie sui diritti civili sono sacrosante e ci dovranno sempre vedere protagonisti, ma come notava il sociologo Roland Inglehart nelle sue riflessioni sui valori materialisti e postmaterialisti, la gente prima di pensare alle proprie libertà di espressione e realizzazione tende giustamente a pensare a riempire la propria pancia. Il trionfo culturale del pensiero unico neoliberale ha prodotto un peggioramento generalizzato delle condizioni di lavoro. Precarietà, abbassamento del costo del lavoro e morti bianche ne sono un esempio. Inoltre, la globalizzazione economica ha prodotto una estensione planetaria delle condizioni di sfruttamento subite dal lavoro salariato con la richiesta di maggiore precarietà e maggiore sfruttamento per garantire profitti e concorrenza. In questo senso Dobbiamo anche aggiornare alcune nostre convinzioni. Per due secoli siamo stati convinti che l’essere sociale determinasse la coscienza individuale e che la classe in sé fosse necessariamente destinata a trasformarsi in classe per sé, acquisendo coscienza politica e spirito di antagonismo. Oggi sappiamo che questa connessione non è più scontata. La crisi della grande fabbrica-comunità, la precarietà che si trasforma di campo di conflitto esistenziale produce una divaricazione tra condizione sociale e attitudini politico-culturali. Un individuo può vivere una condizione sociali e rivolgersi elettoralmente a forse politiche assolutamente distanti sul piano politico e programmatico. Questo ci fa capire che la partita da giocare oggi è quella della “produzione di senso”. Ripartire dal lavoro e dai diritti, certo, sapendo che i conflitti oggi si animano anche dentro la ricerca di un senso della vita che segue un flusso potenzialmente entropico che noi, con altri, ci dobbiamo proporre di decifrare e ricondurre a unità. Questa a mio avviso è la grande sfida su cui si gioca la ricostruzione di una rappresentanza ma soprattutto di una pratica politica della sinistra Italia e nel mondo. postato da fabiodenardis, 10:10 | link | commenti (29) - lo trovi nella categoria: italia, conflitti, sinistra, movimenti
lunedì, aprile 14, 2008 In bocca al lupo Italia … e in bocca al lupo alla rifondazione comunista
L’Italia ha scelto democraticamente il suo nuovo governo. Sono preoccupato e lo sono molto perché dire che ci sono tanti problemi da risolvere è dire una ovvietà. Io mi preoccupo anche di come si vorrebbe risolverli. Penso al popolo dei migranti, che si troverà chiuse le porte dell’accoglienza. E’ terrificante guardare gli occhi terrorizzati di Mohammed, un compagno che lavora con noi al dipartimento esteri. Si dovrebbe sposare a breve con una bellissima ragazza e ora teme per il suo futuro. Penso alle donne, che verranno ostacolate con le unghie e con i denti nel loro percorso di emancipazione. Penso ai lavoratori e ai ricercatori precari, con cui ho interloquito tanto in queste settimane e che saranno governati da chi teorizza la precarietà come valore. Penso al popolo della Val di Susa o di Messina, che speravano di poter difendere i propri territori dalla prepotenza di uno progresso insostenibile. Penso ai palestinesi, agli iracheni, agli africani, agli afgani, che vorrebbero pace e concordia e dall’Italia riceveranno solo disprezzo e scontro di civiltà. Penso a questo nostro povero pianeta che ci implora pietà e a cui regaleremo violenza e inquinamento. O forse no. Una cosa è certa. Da queste elezioni vengono sconfitte le donne, gli ambientalisti, i pacifisti, i precari a cui non resterà altro che alimentare il conflitto nella società. Mi piacerebbe sapere come si collocherà il sindacato in questo processo. Mi piacerebbe che ci raccontassero, loro, che hanno fatto la scelta del partito democratico, come mai in Italia, dove abbiamo i sindacati più forti d’Europa, abbiamo anche i salari più bassi e livelli di disuguaglianza secondi solo alla Gran Bretagna. Il centrodestra ha vinto, ma il Popolo della Libertà non ha stravinto, sarà determinante il peso politico di una lega nord rafforzata che farà subito pesare la sua cultura xenofoba e separatista. Il PD ha perso, ma in fondo non è andato molto male. Ha comunque superato la somma dei partiti fondatori e forse meglio di così elettoralmente non poteva andare visto lo scarto di partenza. Auspico che riescano a risolvere quanto prima le contraddizioni che esprimono. Ma non ci credo molto. Per la sinistra è una catastrofe. Per la prima volta nella storia della repubblica la sinistra politica in Italia rischia di non avere una rappresentanza istituzionale. Ha vinto la logica dell’americanizzazione. Ha vinto chi teorizza l’equidistanza tra capitale e lavoro, senza neanche quel moderatismo prudente che avrebbe potuto esprimere Veltroni. Il risultato era prevedibile. Neanche per un momento ho pensato in una buona affermazione della sinistra arcobaleno. Lo avrei auspicato anche se non ho mai creduto in questo progetto. La campagna elettorale è finita. Ora lo posso dire. L’errore è stato quello di uccidere organizzazione, identità e radicamento per rincorrere un voto d’opinione che non ci avrebbe mai potuto seguire. Dentro un sistema che si sta riconfigurando dentro una logica di bipolarismo coatto, sostenuto da media e poteri forti, è evidente che l’elettorato fluttuante non poteva che rivolgersi al voto utile schierandosi per uno dei due poli principali. La scelta più adatta, che ci avrebbe consentito una tenuta elettorale sarebbe dovuta essere una chiara e limpida scelta identitaria. Non un indistinto soggetto unitario dal sapore postmoderno, ma il partito della rifondazione comunista, con il suo simbolo, la sua storia, le sue pratiche e il suo progetto di trasformazione. Così non è stato e adesso sarà resa dei conti. Ora si riparte da zero, come nel ’91. Da comunista considero la rappresentanza istituzionale solo una parte della politica. Esistono poi le fabbriche, le università, le scuole, le famiglie, in genere i luoghi del conflitto. Da lì dovremo ricominciare. postato da fabiodenardis, 19:52 | link | commenti (78) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
|