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lunedì, marzo 23, 2009

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giovedì, marzo 19, 2009

Secondo il Ministro Brunetta gli studenti dell’onda vanno trattati come guerriglieri

 

All’indomani dello sciopero di scuola e università indetto dalla FLC-CGIL e della barbara aggressione subita dagli studenti romani da parte delle forze dell’ordine, il ministro della Funzione Pubblica Brunetta affiancato dalla Ministra Gelmini in conferenza stampa ha affermato che gli studenti dell’Onda “verranno trattati come guerriglieri”. Queste parole pronunciate da un Ministro della Repubblica denotano la deriva autoritaria e parafascista del governo Berlusconi.

Non ci faremo intimorire da chi predica odio sollecitando la repressione violenta del dissenso democratico espresso pacificamente dal movimento degli studenti. Rifondazione Comunista denuncia con forza una simile degenerazione delle istituzione democratiche in Italia confermando il suo pieno sostegno a chi, come gli studenti e le studentesse in Onda, si rifiutano di accettare passivamente le regole imposte da un potere arrogante e autoritario, lottando per una università inclusiva e una società egualitaria e democratica.

 

Fabio de Nardis

Responsabile Nazionale Dipartimento Università e Ricerca PRC-SE      

postato da fabiodenardis, 13:19 | link | commenti (2)   - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti

 

mercoledì, marzo 18, 2009

Squadrismo e Polizia contro gli studenti democratici: ecco il nuovo corso berlusconiano

    

Quanto è avvenuto oggi (18 marzo) all’Università di Roma “La Sapienza” è un fatto gravissimo. Agli studenti dell’Onda riuniti in centinaia presso il piazzale della Minerva dentro la Città Universitaria è stato impedito con la forza di raggiungere in un corteo spontaneo e pacifico i lavoratori della conoscenza riuniti a Piazza SS Apostoli in occasione dello sciopero sacrosanto indetto dalla FLC-CGIL. Gli studenti sono stati caricati con violenza e a più riprese costringendoli all’interno della città universitaria trasformata per l’occasione in una sorta di carcere a cielo aperto. Questo fatto gravissimo non può essere scisso dalle recenti aggressioni squadriste portate avanti da gruppi neofascisti legati all’organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale e al Blocco Studentesco presso l’Università di Tor Vergata e a Roma 3. Inutile negare che a legare questi eventi sia un unico filo nero.

Rifondazione Comunista denuncia con forza la ormai evidente continuità culturale che si realizza nella chiusura manu militari degli spazi di espressione democratica all’interno delle Università Italiane. Da un lato, la criminalizzazione e la repressione violenta del dissenso pacifico; dall’altro, le aggressioni squadriste agli studenti dei collettivi da parte di gruppi organizzati protetti dalla destra istituzionale.

Rifondazione Comunista sostiene la lotta democratica degli studenti in Onda e lancia una campagna nazionale per rivendicare la specificità antifascista della scuola e dell’Università della Costituzione contro ogni tentativo governativo di reprimere il libero dissenso democratico degli studenti e dei lavoratori.

 

Fabio de Nardis

Responsabile Nazionale Università e Ricerca PRC-SE

postato da fabiodenardis, 15:01 | link | commenti (1)   - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti

 

martedì, marzo 17, 2009


Ennesima aggressione fascista ai compagni di Roma

Il Partito della Rifondazione Comunista denuncia l’ennesimo atto di violenza squadrista perpretrato nei confronti dei compagni dell’università di Roma 3 da parte di gruppi organizzati dall’estrema destra romana.

La situazione a Roma diventa sempre più insostenibile a causa delle violenze continue portate avanti da gruppi neofascisti evidentemente protetti dalla destra istituzionale capitolina, malgrado ciò al fianco dei movimenti non smetteremo di continuare con tenacia la nostra lotta in difesa della scuola e dell’università della Costituzione e quindi per la costituzione di istituti di formazione inclusivi, democratici e antifascisti.

Fabio de Nardis

Responsabile Nazionale Università e Ricerca PRC - SE

 

postato da fabiodenardis, 10:07 | link | commenti (2)   - lo trovi nella categoria: italia, sinistra

 

lunedì, marzo 09, 2009

Dopo aver letto il mio articolo uscito il 7 marzo su Liberazione e postato su questo blog il 2 i compagni di Ateneinrivolta hanno sentito giustamente l’esigenza di diramare questo comunicato pubblicato sul sito del network che io vi incollo di seguito per conoscenza.

 

COMUNICATO DI ATENEINRIVOLTA.ORG del 7/03/09

Apprendiamo dalle pagine di Liberazione del 7 Marzo 2009 che l’Assemblea Nazionale che abbiamo tenuto nelle giornate del 28 Febbraio e 1 Marzo alla Sapienza sarebbe stata volta alla “costruzione di una rete nazionale in grado di essere col tempo rappresentativa dell'intero movimento”.

A riguardo ci teniamo a specificare che l’Assemblea Nazionale non voleva e non mira a volere rappresentare niente di più delle realtà che l’hanno composta o che ne condivideranno l’ipotesi di lavoro.

Il Movimento ha le sue forme di espressione e i suoi luoghi di autorganizzazione e abbiamo sempre specificato che l’Assemblea Nazionale promossa dal Coordinamento dei Collettivi non era tra questi.

Gli unici scopi dell’Assemblea sono espressione della discussione della due giorni e contenuti nell’Ipotesi di lavoro pubblicata su www.ateneinrivolta

 

A questo riguardo voglio aggiungere che quella frase non voleva assolutamente forzare la mano su ipotesi organizzative del movimento. Sono d’accordo con i compagni della rete che naturalmente l’ipotesi di costruzione del coordinamento riguarderà solo quelle realtà che ne condivideranno prospettive e parametri. La mia affermazione, mi rendo conto, facilmente fraintendibile, riguardava più un mio auspicio di unità del movimento per la difesa dell’Università pubblica piuttosto che una intenzione effettiva di chi ha sentito l’esigenza di promuovere il processo.

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lunedì, marzo 02, 2009

Atenei in rivolta per la difesa dell’Università pubblica

 

Domenica 1 marzo si è conclusa la due giorni promossa dal coordinamento dei collettivi de La Sapienza di Roma nell’ambito del network nazionale “atenei in rivolta”. Alla discussione hanno partecipato tantissimi studenti provenienti dalle realtà di autorganizzazione di almeno venti università italiane. Scopo dell’assemblea era tracciare un bilancio dei mesi di mobilitazione contro le “riforme” Gelmini e contemporaneamente avviare un percorso collettivo finalizzato alla costruzione democratica di un coordinamento nazionale delle lotte per l’università pubblica, a partire dalla centralità studentesca.

Importante è stato il confronto con gli studenti provenienti dai movimenti in Spagna, Grecia e Francia che hanno arricchito il dibattito socializzando le proprie esperienze di mobilitazione con l’intento, a nostro avviso fondamentale, di unificare le lotte a livello europeo per opporsi al processo continentale di graduale mercificazione della conoscenza attraverso i parametri definiti dalla strategia di Lisbona e, per quanto riguarda l’Università, dal processo di Bologna.

Fin da subito è emersa l’esigenza di dare seguito ai mesi di mobilitazione attraverso la costruzione di una rete nazionale in grado di essere col tempo rappresentativa dell’intero movimento nella condivisione di alcuni elementi discriminanti a partire dalla critica all’autonomia finanziaria delle Università che negli anni, attraverso il graduale ma inarrestabile definanziamento della ricerca pubblica, ha costruito le condizioni di una squalificazione dell’offerta didattica e delle possibilità di fare ricerca liberi dalla morsa corrosiva della precarietà.

Nel rapporto finale, che di per sé non vuole essere un documento politico quanto piuttosto una base di ulteriore riflessione da portare all’attenzione dei collettivi di tutta Italia, si rivendica con forza l’esigenza di sostenere l’Università pubblica e al contempo combattere ogni ipotesi di abolizione del valore legale del titolo di studio che rappresenterebbe un ulteriore passo in avanti verso la definizione di un sistema formativo di classe che impedirebbe alle masse giovanili di emanciparsi attraverso il libero accesso alla conoscenza. Anche per questa ragione la battaglia per il diritto allo studio diventa prioritaria così come il ruolo dello Stato che ha il dovere di garantire una formazione laica, di qualità e gratuita. Solo così il tanto decantato merito potrà essere realmente perseguito.

Naturalmente non esiste battaglia che riguardi il mondo della conoscenza che non faccia oggi i conti con la crisi strutturale del sistema capitalistico di produzione che oggi i governi borghesi intendono tutelare anche e soprattutto tagliando risorse all’università e alla cultura. Attraverso questa chiave di lettura, chiaramente declinata nel rapporto finale della due giorni, è possibile trovare la connessione necessaria con il mondo del lavoro oggi duramente colpito dal governo Berlusconi. E da questa consapevolezza gli studenti riuniti nella Facoltà di Psicologia di Roma individuano come prima data di mobilitazione nazionale lo sciopero del 18 marzo indetto dalla Flc-Cgil e quello del 28 marzo dei sindacati di base. Molte altre date intermedie sono state individuate come momenti cruciali di unificazione delle lotte, a partire dal g8 dell’Università previsto a Torino tra il 17 e il 19 maggio fino alla più ampia e condivisa mobilitazione contro il summit degli “otto grandi” che si terrà a Luglio alla Maddalena.

Insomma, gli studenti dimostrano nuovamente di essere la componente più attiva e vitale del mondo universitario e noi, nel rispetto dell’autonomia di movimento, li sosterremo con forza in questo percorso complesso ma necessario di unificazione e coordinamento delle lotte. Cercheremo poi di sollecitare una nuova alleanza tra studenti e lavoratori della conoscenza attraverso la costruzione di una Rete Nazionale di Comitati in Difesa dell’Università Pubblica. Non un nuovo soggetto, quanto piuttosto una soggettività fluida e plurale che unisca le lotte di studenti, ricercatori e docenti in difesa della Costituzione, per un reale diritto allo studio, per una ricerca libera e mai più precaria e per una Università che sia veramente inclusiva, di massa e di qualità.

 

Fabio de Nardis

Responsabile Nazionale Università a Ricerca PRC-Se         

postato da fabiodenardis, 13:48 | link | commenti    - lo trovi nella categoria: italia, conflitti, sinistra, movimenti