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lunedì, novembre 16, 2009 Dichiarazione di Fabio de Nardis, responsabile nazionale università e ricerca PRC-SE
DE NARDIS (PRC): Rifondazione sostiene lo sciopero generale studentesco del 17 novembre
Il 17 novembre, giornata internazionale di mobilitazione studentesca, in Italia si terrà lo sciopero generale studentesco. Blocco delle lezioni e cortei, assemblee e azioni di protesta in tutte le città d'Italia contro la Gelmini e le sue politiche devastanti che puntano alla destrutturazione del sistema pubblico della formazione e della ricerca in Italia.
Rifondazione Comunista sostiene questa giornata di mobilitazione e parteciperà a tutte le iniziative di protesta e mobilitazione che si organizzeranno in ogni città italiana per rivendicare il suo NO al Governo Berlusconi e il suo sostegno alla Scuola e all’Università della Costituzione di cui la Ministra Gelmini e la sua cricca hanno fatto carta straccia. Fabio de Nardis
Responsabile Nazionale Università e Ricerca PRC-Se
postato da fabiodenardis, 11:35 | link | commenti (1) - lo trovi nella categoria: sinistra
mercoledì, ottobre 07, 2009 IN PIAZZA OPERAI E STUDENTI PER DIRE NO AI COSTI DELLA CRISI Il 9 ottobre è una giornata di mobilitazione che apre un autunno molto caldo sul piano delle lotte per gli studenti e i lavoratori. La crisi che il governo ci dice essere in via di risoluzione incomincia a mordere l’economia reale, i salari, il lavoro, i diritti. Tutto ciò che avevamo dato per scontato, dall’istruzione pubblica al lavoro, non lo è più. Lo scorso anno gli studenti e i precari della conoscenza sono scesi in piazza per lottare contro lo smantellamento della scuola pubblica e dell’università di massa ad opera del governo Berlusconi. Oggi le ripercussioni dei disastri firmati Gelmini si cominciano a sentire a tutti i livelli. Nelle scuole e nelle università è in corso un processo di privatizzazione che con il ddl Aprea e il ddl sulla governance universitaria permetterà alle aziende di decidere gli orientamenti della ricerca e della formazione in Italia. Le ricadute dei tagli criminali portati avanti da questo governo nel mondo della scuola sono tangibili: 57.000 licenziati quest’anno e circa 150.000 nei prossimi due. Il risultato è di fronte a tutte e tutti. Scuole sovraffollate, cambio di docenti ogni anno, disservizi strutturali. Come se non bastasse le tasse e il costo dei libri continua a salire. A questa giornata di mobilitazione partecipano anche gli operai metalmeccanici della Fiom che chiedono diritti e democrazia. La loro esperienza di lotta ci deve servire da modello. La vittoria degli operai dell’INNSE quest’estate ci dimostra che solo la lotta dura, le occupazioni e le pratiche di autogestione pagano. CHE FARE DOPO IL 9 OTTOBRE? Migliaia di lavoratori e di studenti oggi manifestano insieme. E’ necessario che in ogni scuola e all’Università si costruiscano assemblee che discutano la piattaforma di lotta da portare avanti nei mesi prossimi. Il Collettivo Resistenza Universitaria – Salento rappresenta ad oggi un esperimento di autorganizzazione che, a partire dal protagonismo espresso nella soggettività studentesca e dei lavoratori della conoscenza, punta a costruire, nella piena apertura e con spirito di collaborazione, un’esperienza di lotta nell’Università e nelle scuole della provincia di Lecce.
Contattaci all'indirizzo email: resistenzauniversitaria.salento@gmail.com postato da fabiodenardis, 14:05 | link | commenti (9) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti
mercoledì, settembre 30, 2009 RU-LECCE: Occupato simbolicamente il tetto dell’Ateneo
RESISTENZA UNIVERSITARIA - SALENTO COMUNICATO STAMPA: PRC-LECCE con gli studenti e i ricercatori in movimento
Fabio de Nardis, responsabile nazionale università e ricerca del prc, che ha partecipato all’azione insieme a un fitto gruppo di militanti del neonato circolo universitario di Rifondazione Comunista, afferma che il PRC parteciperà a tutte le azioni, anche le più eclatanti, che puntano, come in questo caso, alla generalizzazione del conflitto e all'unità delle lotte tra scuola, università e ricerca, lavorando al contempo all'unione tra queste lotte e tutte le altre lotte in campo nel nostro Paese, da quelle sociali a quelle territoriali, per il diritto alla casa e per i diritti civili. A questo fine il circolo universitario del Prc di Lecce aderisce e partecipa al corteo nazionale, promosso dal comitato dei precari della scuola, fissato per sabato 3 ottobre a Roma e mette le sue strutture e la sua organizzazione a disposizione degli studenti, degli insegnanti e dei ricercatori in movimento. Partito della Rifondazione Comunista - Circolo Universitario, Lecce postato da fabiodenardis, 15:04 | link | commenti (10) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti
martedì, settembre 22, 2009 Care compagne e compagni,
la manifestazione del 3 ottobre prossimo è una tappa importante faticosamente conquistata grazie agli innumerevoli conflitti che hanno caratterizzato la fine dell'estate, rendendola bollente, prima dell'autunno caldo che tutte/i noi ipotizzavamo.
Le lavoratrici ed i lavoratori della scuola espulse/i per sempre dal lavoro hanno cominciato a rendersene conto, ad autorganizzarsi, a costruire momenti significativi di visibilità sui territori, a stringere alleanze con organizzazioni politiche e sindacali.
Il Prc è stato ed è al loro fianco ovunque da subito. Spesso è loro stessa carne.
La manifestazione avrà luogo a Roma e l'appuntamento per il corteo è previsto, presumibilmente, tra le ore 14,00 e le ore 15,00 a Piazza della Repubblica. Il percorso è oggetto di trattativa con la questura di Roma.
Per il 4 ottobre abbiamo ritenuto utile fare un attivo nazionale scuola ed università poiché urge un momento di confronto sia per avere un quadro il più chiaro possibile di quanto sta accadendo nei territori, sia per decidere insieme come proseguire il nostro percorso politico adeguandolo alla fase. Vi chiederemmo quindi non solo di continuare ad animare le lotte sostenendo i coordinamenti dei precari presenti nei vostri territori e di favorire il più possibile un processo unitario fra tutti i soggetti in campo, ma anche di essere presenti alla manifestazione del 3 ed all'attivo del 4 ottobre che si terrà nei locali della federazione romana del Prc in via Squarcialupo 58. Come sempre se avete bisogno di pernottare e non riuscite a provvedere autonomamente, fate riferimento a Dina allo 06.44182257. Chi ha un camper o una tenda può, arrivando il 2 sera, dormi re sotto il ministero presso il presidio.
Anche se siamo sicuri che lo abbiate già letto su Liberazione, riportiamo un passaggio tratto dall'articolo di qualche giorno fa del nostro Segretario nazionale:
"Dobbiamo quindi sapere che nelle prossime settimane le lotte aumenteranno e noi dobbiamo essere in grado di migliorare il lavoro politico nella costruzione del movimento. Lavorare per allargare il numero di occupazioni e di presidi, far conoscere le lotte, costruire sul piano territoriale momenti di mobilitazione e di riflessione comune tra i diversi soggetti in lotta, costruire casse di resistenza, momenti di dibattito nei posti di lavoro non interessati dalle lotte. Dobbiamo indirizzare il lavoro politico del partito a tutto questo, per favorire la crescita del conflitto, costruire i comitati unitari contro la crisi con tutti i soggetti disponibili, produrre idee e progetti che individuino sbocchi positivi e realizzabili. In piena collaborazione con tutte le organizzazioni sindacali disponibili a costruire il conflitto, dobbiamo lavorare all'allargamento del movimento.
Il processo di rilancio della rifondazione comunista, di costruzione di una sinistra di alternativa, di opposizione al berlusconismo, riparte da qui".
Alla manifestazione del 3 ha aderito anche la Fiom e quasi certamente vi convergerà anche la mobilitazione studentesca lanciata dall'Uds in prima battuta per il 9 ottobre (sciopero della Fiom).
Ulteriori tappe saranno le "100 Piazze per la Conoscenza" lanciate dalla Flc- Cigl per metà ottobre; lo sciopero generale dei sindacati di base previsto per il 23 ottobre.
Chissà che non si arrivi (le condizioni sembrano esserci) ad uno sciopero generale della scuola Cigl, cobas, studenti e, perché no?, metalmeccanici.
Cari saluti a tutte ed a tutti,
Eleonora Forenza
Segreteria nazionale Prc-se
Gennaro Loffredo
Responsabile naz. Scuola e Formazione Professionale Prc-se
Fabio de Nardis
Responsabile naz. Università e Ricerca Prc-se
P.s. Vi preghiamo, inoltre, di segnalarci prima possibile i contatti delle/i compagne/i che sono presenti nelle mobilitazioni territoriali, al fine di definire una mappatura precisa di tutti gli eventi in cui Rifondazione Comunista è presente (come partito e non) consapevoli dell’esigenza di generalizzare il fronte delle lotte a cominciare dall’unità d’azione tra scuola e università.
postato da fabiodenardis, 14:11 | link | commenti - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
mercoledì, settembre 16, 2009 Scuola e Università unite nella lotta
Da settimane i precari di Roma sono accampati in condizioni igieniche e atmosferiche a dir poco ostiche di fronte al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, trasformando quel presidio permanente in base logistica per la elaborazione di proposte e la pianificazione delle lotte. I militanti di Rifondazione, dei giovani comunisti e i volontari delle Brigate di solidarietà attiva sono al loro fianco cercando di rendere più agevole una forma di lotta defaticante. Il presidio proseguirà a oltranza fino a quando il governo non ritirerà i tagli insostenibili ascoltando le ragioni della scuola in movimento. L’obiettivo è quello di trasformare l’accampamento dei precari di fronte al ministero in un luogo permanente di costruzione del conflitto e di elaborazione politica per tutto il mondo della conoscenza. Presto avranno inizio le mobilitazioni anche nelle università italiane altrettanto sfiancate da una politica di tagli irrazionale e da un disegno di legge sulla governance universitaria che completerà il progetto contro-riformatore del governo Berlusconi, così come il disegno di legge Aprea per quanto concerne il settore della scuola. Precarizzazione delle vite, privatizzazione, aziendalizzazione, strapotere dei dirigenti scolastici e dei rettori; così la destra al governo pensa di poter vincere la sfida posta dalla società della conoscenza. Studenti e ricercatori universitari sono determinati a mobilitarsi con l’obiettivo di unire il fronte delle lotte, consci che la mobilitazione dei precari della scuola non è una battaglia corporativa ma una lotta ampia che riguarda tutto il mondo della conoscenza per un sistema di formazione pubblico, di massa e democratico. Per questa ragione il coordinamento dei collettivi universitari, insieme ad alcuni militanti di Rifondazione, dei giovani comunisti e agli insegnanti precari sono saliti sul tetto dell’Università di Roma Iniziative analoghe verranno organizzate ovunque in Italia. Così come i precari della scuola e gli operai hanno occupato per giorni i tetti di fabbriche, scuole e provveditorati, così studenti e ricercatori universitari occuperanno i tetti delle università italiane contro la conoscenza precaria, contro il progetto governativo di superamento della crisi sulle spalle degli insegnati e dei ricercatori precari, che sono il corpo vivo della formazione e della conoscenza in Italia. Per questa ragione Rifondazione comunista e i giovani comunisti sostengono e partecipano a tutte le iniziative messe in campo dai coordinamenti dei precari della scuola e lavoreranno per la buona riuscita della manifestazione nazionale indetta per il 3 ottobre a Roma su una piattaforma rivendicativa che, oltre a richiedere la salvaguardia dei posti di lavoro e dei livelli occupazionali, pone questioni essenziali per la difesa della formazione pubblica contro gli attacchi delle destre. Fabio de Nardis postato da fabiodenardis, 11:54 | link | commenti (6) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti
martedì, settembre 15, 2009 Dichiarazione di Eleonora Forenza, esponente segreteria nazionale Prc e responsabile Area laicità, movimenti e Diritti, e di Fabio De Nardis, responsabile Dipartimento Università e Ricerca del Prc.
FORENZA-DE NARDIS, PRC: SCUOLA, OGGI PRC SUL TETTO DELLA SAPIENZA COI COLLETTIVI. PUNTIAMO A SOSTENERE E GENERALIZZARE TUTTE LE LOTTE CONTRO IL MINISTRO GELMINI.
Questa mattina all'universitlà La Sapienza di Roma, Rifondazione comunista e i Giovani comunisti hanno partecipato e sostengono l'azione dimostrativa messa in atto dagli insegnanti precari in mobilitazione contro il decreto Gelmini e dal Coordinamento dei Collettivi della Sapienza di Roma, issando tre striscioni sul tetto dell'Università e distribuendo volantini di protesta e di sensibilizzazione contro il ministro alla Pubblica Istruzione e all'Università Maria Stella Gelmini e contro i suoi tagli indiscriminati al mondo della scuola, tagli che configurano un vero e proprio scempio dell'istruzione pubblica, laica e democratica della scuola italiana.
Come Rifondazione comunista e come Giovani comunisti sosterremo e parteciperemo a tutte le lotte e ad ogni azione, anche la più eclatante, che punta alla generalizzazione del conflitto e all'unità delle lotte tra scuola, università e ricerca, e insieme lavorando anche all'unione tra queste lotte e tutte le altre lotte in campo nel nostro Paese, da quelle sociali a quelle territoriali, per il diritto alla casa e per i diritti civili.
postato da fabiodenardis, 14:06 | link | commenti (3) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti
lunedì, settembre 14, 2009 Comunicato stampa.
Dichiarazione di Eleonora Forenza (segreteria nazionale Prc) e di Fabio de Nardis (responsabile Università e Ricerca Prc)
FORENZA-DE NARDIS, PRC: SCUOLA, OGGI ASSALTO SONORO AL MINISTERO
STUDENTI, RICERCATORI UNIVERSITARI E INSEGNANTI UNITI NELLA LOTTA.
Studenti, insegnanti e ricercatori universitari solidarizzano tra di loro e oggi partecipano all’assalto sonoro organizzato in questi giorni e che verrà rilanciato oggi pomeriggio, davanti il ministero della Pubblica Istruzione del ministro Gelmini. L'assalto che è stato organizzato dai Giovani Comunisti del Prc, dalla Fgci del Pdci e dalle Brigate di solidarietà attiva per protestare contro i tagli decisi dalla Gelmini.
Rifondazione Comunista è a fianco degli insegnanti e dei ricercatori precari e li sostiene in tutte le iniziative di mobilitazione che in questi giorni e nei giorni a venire si realizzeranno nelle scuole, nelle piazze e nelle università di tutta Italia.
Siamo stufi delle menzogne della ministra Gelmini e del governo Berlusconi. Lavoreremo per scaldare l’autunno.
- postato da fabiodenardis, 17:15 | link | commenti - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
giovedì, agosto 06, 2009 Manni e Ferrero: “Sul pasticcio di Vendola, la valutazione è negativa” Una conferenza stampa svoltasi stamane presso la sede della Regione Puglia chiarisce la posizione di Rifondazione Comunista in merito alle inchieste sulla sanità pugliese condotte dalla magistratura di Bari. Alla conferenza hanno pertecipato Piero Manni, capogruppo al consiglio della Regione Puglia, Pietro Mita, consigliere regionale, Paolo Ferrero, segretario nazionale e Nicola Cesaria, segretario regionale. Di seguito, le posizioni di Rifondazione Comunista riportate dall'agenzia quotidiana di stampa del Consiglio regionale della Puglia:
L’attacco di Rifondazione al cuore di Vendola è profondo. “C’è un rovesciamento totale di comportamento – ha detto Ferrero - dal massimo della trasparenza, in virtù della quale Nichi è stato eletto, al massimo oggi della impossibilità di capire cosa stia succedendo. Le modalità oggi sono esattamente opposte a quelle di quattro anni fa. La forza del governo pugliese stava invece proprio in quel grande processo di partecipazione – ha ribadito il segretario - che partiva dal basso e che, attraverso la trasparenza, si poneva come obiettivo principale la lotta contro i poteri forti. Bene oggi Nichi ha mediato proprio con quei poteri forti, da quelli politici (vedi l’apertura alla Poli Bortone) a quelli concreti che avvolgono il mondo della sanità. Nichi oggi sta facendo esattamente l’opposto di quello che si doveva fare, e cioè si doveva ripartire dal basso anziché farsi garantire dall’alto”. Chi è il principale sponsor oggi di Vendola, si è chiesto ancora Ferrero? ”Colui che era il suo peggior nemico quattro anni fa, e cioè Emiliano”. Sull’apertura ai moderati e sullo spostamento a destra dell’asse politico, ha rincarato la dose il capogruppo Manni che ha parlato del neo assessore Loredana Capone quale “sintesi, nel salento, della speculazione edilizia e della borghesia che vive di risorse pubbliche che a volte vengono gestite in modo non molto trasparente” e quale “rappresentante di interessi finanziari, della grande distribuzione e del commercio”. Così come l’ingresso in giunta di Dario Stefàno “ha – per Manni - il sapore di una maggiore attenzione verso gli interessi della Confindustria, di cui il neo assessore è un esponente. Noi insomma abbiamo difficoltà a sentirci rappresentanti da questa giunta, pur riconoscendo il buon lavoro fatto in questi anni”. Per Manni poi “abbiamo ridato voce alla destra e a coloro che hanno dato dignità di sistema (vedi Palese e Fitto) all’intreccio malvagio di affari e politica, facendo scomparire così le loro responsabilità”. Infine in Aula, i due consiglieri di Rifondazione (Manni e Mita) voteranno secondo la qualità del singolo provvedimento. “Tutte le cose buone le voteremo – ha detto Manni – tutte quelle negative le bocceremo”. No comment invece sulla posizione che Rifondazione assumerà in merito alla scelta del candidato presidente alle prossime elezioni amministrative della primavera del 2010. postato da fabiodenardis, 10:59 | link | commenti (22) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
lunedì, luglio 27, 2009 Uccidono gli atenei del sud, la chiamano meritocrazia Il Governo dà il via libera alla ripartizione del fondo premiale di 525 milioni destinato alle università “virtuose” ed è subito polemica. In merito alla qualità della ricerca, si è tenuto conto per il 50% delle valutazioni del Civr relative al triennio 2001-2003, penalizzando le Università più giovani, come quella di Foggia che nasceva un paio di anni prima. Un altro 50% della valutazione si è basato sul criterio dei finanziamenti ottenuti da enti esterni o dalla Comunità europea. Questo parametro privilegia le Università monotematiche, come sono appunto i Politecnici, rispetto alle Università generaliste che coprono ogni campo dell’umana conoscenza, dalle scienze fisiche alle scienze umane e sociali. Inoltre va detto che scrivere un progetto di ricerca europeo non è facile, non basta un team di ricerca all’avanguardia. Occorre interpretare il linguaggio della burocrazia di Bruxelles anche grazie a strutture apposite in grado di accompagnare i ricercatori per tutto il percorso di compilazione del progetto. Il governo nulla ha fatto in questo campo. L’Università di Trento è stata lungimirante ma non va dimenticato che si trova in una Provincia a statuto speciale, in possesso di una quantità di risorse superiori a quelle di qualsiasi altro ateneo. Nessuna considerazione è stata fatta sul contesto in cui alcuni atenei si trovano ad operare. Facile ottenere finanziamenti quando ci si trova in un territorio caratterizzato da un tessuto imprenditoriale e finanziario diffuso, diversa è la situazione in quelle provincie, quasi sempre meridionali, dove tali opportunità non esistono ma l’Università riesce comunque a svolgere il ruolo di stimolo allo sviluppo territoriale e di emancipazione sociale per migliaia di cittadini e cittadine. Addirittura un parametro di valutazione è stato la quota di laureati che trovano un’occupazione a tre anni dal conseguimento della laurea. Eppure questo dato non dipende dagli atenei ma dal tessuto sociale. Se a Trento esiste complessivamente un tasso di disoccupazione poco superiore al 2% mentre nella maggior parte delle provincie meridionali supera il 15%, è chiaro che in queste realtà le opportunità sociali siano molto ridotte e non per responsabilità del sistema universitario. Nessuna considerazione viene poi fatta sul tipo di occupazione che sovente non corrisponde al percorso di studi scelto, ma di per sé rappresenta un ripiego, senza contare il numero oscuro dei lavoratori in nero, specie al Sud, che sono fuori statistica. Pesa poi la percentuale dei fuori-corso, che guarda caso sono perlopiù studenti lavoratori; o la quota di docenti interni, e non dunque presi a contratto, per coprire gli insegnamenti previsti nei corsi di laurea. Ma come pretende il governo di far sì che tutte le Università di adeguino a questi standard, di per sé opinabili, se poi taglia risorse e blocca i nuovi reclutamenti? Arriva a riguardo la notizia dello sblocco dei concorsi banditi il 30 giugno 2008, ci aspettiamo che il governo dia immediatamente mandato per la formazione delle commissioni, dopo aver fermato tutto per oltre un anno a causa di una riforma dei meccanismi concorsuali che alla fine poco incide sulle incrostazioni baronali presenti in tutti gli atenei italiani. Insomma. Dietro a questa classificazione ben poco virtuosa, si nasconde il progetto regressivo di un governo che punta a distruggere l’Università pubblica valorizzando degli pseudo-poli di eccellenza che tagliano fuori centinaia di migliaia di studenti proletari che mai si potrebbero permettere la de-regionalizzazione o il pagamento di maxi-tasse come quelle che saranno applicate nei prossimi anni per far fronte ai pesanti tagli previsti dalla passata finanziaria. Il risultato? Che grandi Università del centro-sud, all’interno delle quali si sviluppano settori di eccellenza, come Fabio de Nardis Responsabile nazionale università e ricerca Prc postato da fabiodenardis, 16:13 | link | commenti (5) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
sabato, luglio 11, 2009 Sinistra d'alternativa, verso la Federazione: "Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra di alternativa". Appuntamento il 18 luglio al centro congressi Frentani, h 10.00.
Diffondiamo il testo dell'appello "Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra di alternativa" (in allegato nella sua formula integrale) testo sottoscritto e lanciato da partiti, associazioni, movimenti personalità indipendenti della sinistra, che propone di costruire una federazione della sinistra tra partiti, associazioni, movimenti, comitati e singole personalità della sinistra d'alternativa.
Tra i firmatari dell'appello figurano molte personalità di partito, di movimento e indipendenti, tra cui:
Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi, Vittorio Agnoletto, Margherita Hack, Lidia Menapace,Bruno Amoroso, Elio Bonfanti, Benedetta Buccellato, Elena Canali, Omar Sheikh Esahaq, Valerio Evangelisti,Barbara Fois, Haidi Giuliani, Rita Lavaggi, Maria Rita Lodi, Maria Rosaria Marella,Ibrahima Niane, Nicola Nicolosi, Gian Paolo Patta, Tonino Perna, Rossano Rossi, Nadia Sabato, Bassam Saleh, Raffaele K. Salinari, Laura Stochino, Ermanno Testa, Vauro, Mario Vegetti, Massimo Villone
Di seguito il testo dell'appello.
"Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra di alternativa".
La crisi sta mostrando una volta di più il volto distruttivo del capitalismo e delle politiche liberiste. Parimenti mostra il fallimento delle politiche socialdemocratiche in tutta Europa e del centrosinistra in Italia.
Nella debolezza dell’opposizione e della sinistra, la crisi sociale si impasta con la crisi della politica, producendo guerre tra i poveri che si esprimono in separatezza dalla politica, in astensione, quando non in consenso alle destre razziste.
Abbiamo quindi dinnanzi un compito tanto grande quanto necessario, quello di costruire una efficace opposizione sociale, politica e culturale, in grado di proporre e rendere credibile una uscita da sinistra dalla crisi, lungo una strada contrapposta alle ricette della destra e alternativa al liberismo temperato proposto dal centrosinistra.
A tal fine è assolutamente necessario costruire un punto di riferimento politico della sinistra di alternativa, che abbia massa critica e programmi tali da risultare credibile per tutti coloro che stanno subendo e pagando la crisi e che si ponga l’obiettivo di aggregare tutte le forze politiche, sociali, culturali e morali che come noi sentono questa urgenza.
Riteniamo che gli elementi fondanti di questo processo di aggregazione siano principalmente quattro:
In primo luogo una rinnovata critica al capitalismo globalizzato e alla sua tendenza alla mercificazione di ogni cosa e relazione sociale.
In secondo luogo una forte opposizione al sistema bipolare che rappresenta la forma istituzionale con cui il pensiero unico ha cercato di sancire l’espulsione del tema dell’alternativa dalla politica.
In terzo luogo noi riteniamo che questo polo della sinistra di alternativa non possa essere costruito solo tra le forze politiche oggi esistenti ma debba coinvolgere a pieno titolo tutte le esperienze di sinistra che si muovono al di fuori dei partiti.
In quarto luogo noi pensiamo che la sinistra di alternativa sia pienamente nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista.
La proposta che avanziamo trova la sua collocazione politica naturale nel contesto di tutte le forze della sinistra europea che si collocano a sinistra delle socialdemocrazie e che hanno ottenuto significativi consensi nelle ultime elezioni europee, come in Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Olanda e nei paesi nordici.
Proponiamo pertanto di dar vita a una Federazione unitaria che comprenda – oltre alle forze che hanno dato vita alla lista anticapitalista e comunista – tutti i soggetti politici, i movimenti e le persone che avvertono l’urgenza di affrontare insieme i compiti che ci sono davanti e che abbiamo prima indicato nelle linee generali.
Vogliamo discutere nel modo più diffuso e aperto della nostra proposta unitaria e a tal fine proponiamo quindi di vederci il 18 luglio alle ore 10,00 a Roma al Centro Congressi di via Frentani
postato da fabiodenardis, 19:45 | link | commenti (10) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
Sinistra d'alternativa, verso la Federazione: "Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra di alternativa". Appuntamento il 18 luglio al centro congressi Frentani, h 10.00.
Diffondiamo il testo dell'appello "Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra di alternativa" (in allegato nella sua formula integrale) testo sottoscritto e lanciato da partiti, associazioni, movimenti personalità indipendenti della sinistra, che propone di costruire una federazione della sinistra tra partiti, associazioni, movimenti, comitati e singole personalità della sinistra d'alternativa.
Tra i firmatari dell'appello figurano molte personalità di partito, di movimento e indipendenti, tra cui:
Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi, Vittorio Agnoletto, Margherita Hack, Lidia Menapace,Bruno Amoroso, Elio Bonfanti, Benedetta Buccellato, Elena Canali, Omar Sheikh Esahaq, Valerio Evangelisti,Barbara Fois, Haidi Giuliani, Rita Lavaggi, Maria Rita Lodi, Maria Rosaria Marella,Ibrahima Niane, Nicola Nicolosi, Gian Paolo Patta, Tonino Perna, Rossano Rossi, Nadia Sabato, Bassam Saleh, Raffaele K. Salinari, Laura Stochino, Ermanno Testa, Vauro, Mario Vegetti, Massimo Villone
Di seguito il testo dell'appello.
"Per un nuovo inizio: costruiamo insieme la federazione della sinistra di alternativa".
La crisi sta mostrando una volta di più il volto distruttivo del capitalismo e delle politiche liberiste. Parimenti mostra il fallimento delle politiche socialdemocratiche in tutta Europa e del centrosinistra in Italia.
Nella debolezza dell’opposizione e della sinistra, la crisi sociale si impasta con la crisi della politica, producendo guerre tra i poveri che si esprimono in separatezza dalla politica, in astensione, quando non in consenso alle destre razziste.
Abbiamo quindi dinnanzi un compito tanto grande quanto necessario, quello di costruire una efficace opposizione sociale, politica e culturale, in grado di proporre e rendere credibile una uscita da sinistra dalla crisi, lungo una strada contrapposta alle ricette della destra e alternativa al liberismo temperato proposto dal centrosinistra.
A tal fine è assolutamente necessario costruire un punto di riferimento politico della sinistra di alternativa, che abbia massa critica e programmi tali da risultare credibile per tutti coloro che stanno subendo e pagando la crisi e che si ponga l’obiettivo di aggregare tutte le forze politiche, sociali, culturali e morali che come noi sentono questa urgenza.
Riteniamo che gli elementi fondanti di questo processo di aggregazione siano principalmente quattro:
In primo luogo una rinnovata critica al capitalismo globalizzato e alla sua tendenza alla mercificazione di ogni cosa e relazione sociale.
In secondo luogo una forte opposizione al sistema bipolare che rappresenta la forma istituzionale con cui il pensiero unico ha cercato di sancire l’espulsione del tema dell’alternativa dalla politica.
In terzo luogo noi riteniamo che questo polo della sinistra di alternativa non possa essere costruito solo tra le forze politiche oggi esistenti ma debba coinvolgere a pieno titolo tutte le esperienze di sinistra che si muovono al di fuori dei partiti.
In quarto luogo noi pensiamo che la sinistra di alternativa sia pienamente nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista.
La proposta che avanziamo trova la sua collocazione politica naturale nel contesto di tutte le forze della sinistra europea che si collocano a sinistra delle socialdemocrazie e che hanno ottenuto significativi consensi nelle ultime elezioni europee, come in Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Olanda e nei paesi nordici.
Proponiamo pertanto di dar vita a una Federazione unitaria che comprenda – oltre alle forze che hanno dato vita alla lista anticapitalista e comunista – tutti i soggetti politici, i movimenti e le persone che avvertono l’urgenza di affrontare insieme i compiti che ci sono davanti e che abbiamo prima indicato nelle linee generali.
Vogliamo discutere nel modo più diffuso e aperto della nostra proposta unitaria e a tal fine proponiamo quindi di vederci il 18 luglio alle ore 10,00 a Roma al Centro Congressi di via Frentani
postato da fabiodenardis, 19:43 | link | commenti (3) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra
martedì, luglio 07, 2009 Roma, 7 luglio 2009. postato da fabiodenardis, 13:36 | link | commenti (2) - lo trovi nella categoria: italia, glocalizzazione, conflitti, sinistra, movimenti
giovedì, luglio 02, 2009 G8 -CONTRO IL "BORDELLO GLOBALE" IL PRC SARA' IN TUTTE LE MANIFESTAZIONI Il Partito della Rifondazione Comunista parteciperà a tutte le mobilitazioni di contestazione al summit del G8, sia quelle diffuse sul territorio nazionale come la manifestazione del 4 Luglio a Vicenza contro la base Dal Molin, sia il Forum organizzato da diverse forze e movimenti il 7 Luglio a L’Aquila, sia la manifestazione nazionale prevista per il 10 Luglio nel capoluogo abruzzese. Invita le sue strutture a mettersi a disposizione affinché sia garantita la massima partecipazione e successo delle mobilitazioni e siano superate positivamente incomprensioni e contrapposizioni tra realtà di movimento. Il Prc lavora per un movimento unitario e di massa contro il G8 e le sue politiche e ritiene per questo legittima ed importante ogni mobilitazione che si ponga questo obiettivo. Anche alla luce della crisi economica globale provocata dalle politiche neoliberiste e di guerra, il G8 è sempre di più un organismo abusivo, a-democratico e incapace di dare risposte ai bisogni di larga parte dell’umanità. Un organismo basato sul censo, ovvero sulla “ricchezza” degli Stati che lo compongono, appare sempre di più un insulto nei confronti delle popolazioni di un pianeta consegnato al collasso ambientale, ostaggio della speculazione finanziaria e dello sfruttamento crescente delle popolazioni da parte delle multinazionali e della logica del profitto. Proprio per questo riteniamo sbagliate le campagne di chi , usando il sacrosanto tema della lotta alla povertà, rischia di coprire queste responsabilità affidando al G8 una qualsivoglia funzione umanitaria. Il tentativo del governo Berlusconi di farsi scudo della tragedia del terremoto per mettere a riparo un organismo screditato nell’opinione pubblica internazionale come il G8 è destinato al fallimento. Starà all’intelligenza dei movimenti e alla maturità della popolazione dell’Aquila, alla quale va la nostra solidarietà piena e il nostro rispetto, dare agli 8 grandi il benvenuto che meritano visto le gravissime loro responsabilità nella crisi planetaria. Dopo 8 anni il G8 torna a “celebrarsi” in Italia. Sono ancora aperte le ferite di Genova, fortissimo il ricordo e il dolore per l’assassinio di Carlo Giuliani e per coloro che si videro torturati , offesi nei corpi e nella dignità, da chi costituzionalmente era preposto a tutelarne e garantirne i diritti fondamentali. Tra gli otto “grandi” uno è rimasto lo stesso: il cavalier Silvio Berlusconi. Anche per questo non pensiamo che sia giusto aderire a richieste di “tregua” nei confronti di una persona e di un governo che ogni giorno umilia la democrazia, calpesta la libertà di stampa, attua politiche economiche e sociali a favore dei forti mentre si ostina ad ignorare le richieste di chi perde il lavoro, vive nella precarietà e non riesce ad arrivare a fine mese. Berlusconi porta il G8 nel “bordello globale” e cerca con una operazione di immagine di salvare se stesso e le sue politiche reazionarie. Noi saremo con i movimenti per rovinargli la festa e per rinnovare il nostro impegno per un altro mondo possibile e necessario. responsabile nazionale Dipartimento Movimenti Altermondialisti Prc/Se postato da fabiodenardis, 14:33 | link | commenti (4) - lo trovi nella categoria: conflitti, sinistra, movimenti
martedì, giugno 16, 2009 No g8 sull'economia 9-13 giugno 2009 Lecce si colora di libertà
postato da fabiodenardis, 23:54 | link | commenti (12) - lo trovi nella categoria: italia, conflitti, sinistra, movimenti
mercoledì, maggio 13, 2009 Respingiamo il g8 sull’Università per la libertà dei saperi
Consideriamo questo incontro illegittimo e ne contestiamo i presupposti teorici e politici. Quei rettori non hanno ricevuto alcun mandato democratico per decidere sulle teste delle centinaia di migliaia di studenti e ricercatori che sono il corpo vivo delle Università. Rifiutiamo la logica di aziendalizzazione che si vorrebbe applicare al mondo della conoscenza. Anche il Processo di Bologna doveva essere un tentativo di armonizzazione ma in realtà è un esempio paradigmatico di come la globalizzazione economica operi in materia di educazione e ricerca. Esso, con la strategia di Lisbona, rappresenta una forma di deregolamentazione concertata fra diversi Stati, la subordinazione dello spazio sociale alle logiche astratte del mercato. Tutti i campi della società ne sono compresi, anche il campo dello scambio simbolico, ossia quello dell’educazione, della ricerca, e più in generale della cultura. Si fonda sulla credenza che esista una legge economica fondamentale, che è la legge del mercato, alla quale le società devono sottomettersi. Il progetto di emancipazione sul quale si costruisce l’università viene piegato alla logica utilitarista dell’impresa. Si regredisce dalla ragione all’utile e dall’utile alla rendita e al profitto. Noi vogliamo assumere le diversità delle elaborazioni simboliche sottraendole al rullo compressore della globalizzazione. Ma vediamo come si costruisce il Processo di Bologna. Tanto per cominciare è un processo vago ma con attori facilmente riconoscibili. L’attore principale, nonché vero ispiratore, è rappresentato dalla Tavola rotonda degli industriali europei (ERT) che comprende 47 delle più grandi multinazionali che da tempo lavorano sul tema dell’educazione. Già nel 1989 resero pubblico un rapporto dal titolo “Educazione e competenza in Europa”. All’università non si deve più acquisire sapere ma competenze e, citiamo, “L’educazione e la formazione sono considerate come un investimento strategico vitali per la riuscita futura dell’impresa. Gli insegnanti hanno una conoscenza insufficiente dell’ambiente economico, degli affari e della nozione di profitto”. Nel 1991 Il secondo attore è l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo Economico (OCSE), un vettore molto importante dell’ideologia neoliberale negli ultimi trent’anni che ispira direttamente i testi della Commissione Europea insieme al terzo attore, cioè il Wto, e in particolare l’accordo generale per il commercio dei servizi firmato nel 1994. Vi si afferma la necessità di “alzare il livello di liberalizzazione dei servizi” e in particolare di “tutti i servizi in tutti i settori”, dunque anche l’educazione. Il quarto attore, è rappresentato appunto dai Rettori delle Università. Sono gli esecutori locali del Processo di Bologna e hanno firmato un testo di principi fondamentali in cui si riaffermano, in una melange inquietante, da un lato, l’autonomia dell’educazione e della ricerca; dall’altro, emergono nuovamente le nozioni di impiegabilità, mobilità, flessibilità e adattamento. Questi rettori, che noi contestiamo a Torino, continuano ad affermare l’autonomia della conoscenza e della ricerca, ma poi la sottomettono alla logica d’impresa trasformando la conoscenza in un bene economico. Ma affinché un bene sia economico occorre anche che sia “scarso”. E in questo senso la conoscenza è il bene antieconomico per definizione. Se infatti dono un una borsa, posso farlo gratuitamente, ma poi la perdo. Se dono conoscenza, la conservo. E la conoscenza più circola, più è donata, più si accresce. Più è gratuita, più se ne fa una diffusione di massa. Il problema di questi attori della globalizzazione è quindi quello di decivilizzare la conoscenza. La buona università dovrebbe essere in grado di affrontare le sfide del mercato mondiale. Ecco l’idea dei poli di eccellenza implicita nei provvedimenti della Gelmini. Le università diventano delle succursali del capitalismo corporativo per fornire servizi produttivi, ossia competenza, perché non parliamo più casualmente di Sapere. Gli studenti devono essere educati a una concezione industriale dell’educazione. L’unità di misura diventano i crediti erogati nella individualizzazione dei percorsi. Ma per essere pienamente competitivi occorre che le università-azienda possano scegliere sulla materia prima. Come mettere in competizione un’università con studenti privilegiati e una con “materia prima” di qualità scadente? Occorre avviare la corsa alla buona materia prima. Bisogna cioè restringere gli spazi di accesso alla conoscenza e far pagare agli studenti l’entrata all’università. Gli economisti hanno elaborato a riguardo la teoria del Capitale Umano. Lo studente che si iscrive all’università fa un investimento; sceglie di formarsi oggi per lavorare domani, dunque è un attore economico che compie una scelta razionale. Non c’è alcuna ragione per cui lo Stato debba sovvenzionarlo, dato che in seguito andrà lui a incassare su un lavoro più importante. Ecco l’effetto perverso di una concezione malata della società che si fonda sulla retorica liberale contraria a una logica di giustizia. A questo ci opponiamo e per questo a Torino parteciperemo alle giornate di controvertice, nonché alla marcia della degna rabbia prevista per il 17 e alla manifestazione nazionale della rete contro il g8 che si terrà martedì 19. Partecipare ed essere in tanti è una questione di dignità. Fabio de Nardis responsabile nazionale dipartimento università e ricerca postato da fabiodenardis, 14:09 | link | commenti (11) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti
lunedì, maggio 11, 2009 NO al G8 UNIVERSITY SUMMIT
Care compagne e compagni,
la due giorni programmatica sull’Università a Napoli è stato un momento importante di elaborazione, formazione e organizzazione del lavoro politico. Sono state discusse e recepite le indicazioni dei compagni provenienti dai territori e quanto prima verranno inviati i documenti programmatici conclusivi che dovranno comunque essere ridiscussi ai livelli regionali e federali.
In occasione della due giorni i giovani comunisti hanno reso pubblico un proprio documento, che alleghiamo di seguito, sul G8 University Summit che si terrà a Torino tra il 17 e il 19 maggio. Come partito assumiamo il documento e sollecitiamo le federazioni affinché garantiscano la partecipazione delle compagne e dei compagni alle giornate di controvertice nonché ai cortei del 17 e del 19 a Torino, a cui diamo la nostra adesione. A questo fine abbiamo predisposto anche un manifesto che troverete nel link di seguito indicato e che le federazioni possono ristampare o fotocopiare in forma di volantino. Copia cartacea del manifesto verrà spedito alle federazioni di Milano, Torino, Roma e Napoli.
Fraterni saluti
Fabio de Nardis
Responsabile Nazionale Dipartimento Università e Ricerca Prc-Se
Manifesto/Volantino G( Torino in pdf
LA NOSTRA UNIVERSITA' NON SOSTIENE IL G8
Riflettere ed agire per costruire un'altra università, un altro sviluppo possibile
Nel novero degli interventi preparatori al G8 di Sardegna o de L'Aquila di quest'anno, ci sarà anche il G8 University Summit del 17, 18, 19 maggio a Torino. Da anni, nelle strade d'Europa e del mondo intero, contestiamo le riunioni dei “Grandi” che dovrebbero avere il potere taumaturgico di governare e salvare il mondo ed invece si mostrano sempre più retorici e impotenti rispetto alle crisi che attanagliano l'economia, il lavoro, l'ambiente, i beni comuni, l'alimentazione, la salute. Anche a Torino assedieremo il G8 insieme a quei movimenti che, pur agendo su tematiche e in luoghi differenti, con idee e sensibilità plurali, guardano all'orizzonte di un altro mondo possibile.
Il G8 University Summit di Torino, a cui parteciperanno 50 atenei tra cui il Politecnico di Torino, l'Università di Firenze e la Conferenza dei Rettori (CRUI), si riunisce per discutere sui problemi dello sviluppo economico e della sostenibilità ambientale. Sappiamo bene però che i due temi sono difficilmente conciliabili e non risolvibili con soluzioni tecniciste prodotte in laboratorio dalle poche università finanziate per fare ricerca. La sostenibilità ambientale è una acquisizione lunga, che attraversa la cultura, lo stile di vita, i mezzi di produzione, la pianificazione territoriale e dei servizi di una società: è un processo che riguarda tutte e tutti, non si può limitare ai suggerimenti delle università compiacenti, selezionate dai rappresentanti del G8, non può essere dettata da quei soggetti che hanno prodotto la crisi attuale, ma deve esse re elaborata anche da quei soggetti che invece stanno subendo i costi sociali e materiali di una crescita economica distorta.
La presenza in Italia di un appuntamento inevitabilmente mediatico ci permette anche di sottolineare un altro aspetto dell'evento: l'università non può produrre elaborazione ed innovazione se non è sufficientemente finanziata e se non garantisce a tutte e a tutti il libero accesso all'istruzione. Il modello verso cui stiamo procedendo a forza di tagli è quello di netta divisione tra le università di élite, che accentrano le risorse economiche private e pubbliche, e le università di serie B, ridotte al livello minimo di sussistenza per la didattica con possibilità ridottissime di fare ricerca e sempre più costose per i singoli studenti. Questo è un sistema in fortissima contraddizione con l'idea di uno sviluppo sostenibile, che dovrebbe essere invece omogeneo e inclusivo, permettendo alla nostra società di progredire nella ricerca scientifica e di met tere a valore le risorse intellettuali che questo paese può dare.
Le proteste delle studentesse e degli studenti, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle ricercatrici e dei ricercatori che abbiamo visto in autunno in Italia e quelle più recenti in Grecia e in Francia, si oppongono proprio a quelle politiche neoliberiste che stanno riversando gli effetti della crisi sulle fasce sociali più deboli e sui settori che dovrebbero essere le fondamenta per il futuro della nostra società, come la scuola e l'università. Dobbiamo partire da questo grande movimento per mettere al centro dell'attenzione il ruolo dell'istruzione, della ricerca e della formazione per invertire la rotta rispetto agli attuali processi di governance e ripensare al futuro che vogliamo, per la nostra università, per la nostra società.
Per questi motivi pensiamo che sia necessario sia riflettere sul rapporto tra sviluppo e sostenibilità ambientale, sia manifestare contro le politiche del G8 che tagliano i fondi all'università e alla ricerca e che contemporaneamente impongono privatizzazioni e vincoli di accesso al sapere e alla formazione. Per questo, come Giovani Comuniste/i, parteciperemo sia ai Forum organizzati da Cantiere Altro Sviluppo – Torino che alla manifestazione prevista per martedì 19 maggio a Torino, indetta dalla Rete contro il G8.
postato da fabiodenardis, 13:25 | link | commenti (2) - lo trovi nella categoria: conflitti, sinistra, movimenti
lunedì, aprile 20, 2009 Resoconto attivo Università e Ricerca PRC del 19 aprile 2009 Care compagne e compagni, domenica 19 aprile si è svolto a Roma l’attivo Nazionale Università e Ricerca del Prc. Sono molti i punti di discussione che presuppongono una immediata operatività da parte di tutte le compagne e i compagni che lavorano nei territori. Li elencherò di seguito dichiarandomi a vostra disposizione per ogni ulteriore chiarimento. 1) G8 University summit di Torino Tra il 17 e il 19 maggio si svolgerà a Torino il G8 tematico sull’Università. Per l’occasione è previsto un contro-summit e una manifestazione conclusiva. Rifondazione Comunista dovrà partecipare all’organizzazione di entrambi gli eventi. Per questa ragione è stato costituito un gruppo nazionale che lavorerà su questo ambito ma naturalmente è necessario che la federazione di Torino segua la questione e mobiliti le proprie strutture per la buona riuscita di questo appuntamento che in Italia assume un grande valore simbolico oltre che politico. 2) Seminario nazionale programmatico sull’università a Napoli L’8 e 9 maggio a Napoli presso i locali dell’Università di Napoli “L’Orientale” si svolgerà la nostra due giorni programmatica. Oltre all’assemblea plenaria, i lavori si distribuiranno in quattro seminari tematici da cui scaturirà il programma dettagliato e definitivo del Prc sull’Università: un workshop sarà dedicato a “L’Università e l’Europa” (critica al processo di Bologna e alla strategia di Lisbona); un altro workshop sarà dedicato a “Il sistema universitario” (governo degli atenei, democrazia partecipata, valutazione); un terzo workshop sarà invece dedicato al “Diritto allo studio e riforma della didattica”; un quarto e ultimo workshop sarà infine dedicato a “Ricerca, Stato giuridico e reclutamento”. Per la buona riuscita dell’evento è necessaria una partecipazione massiccia delle compagne e dei compagni di tutte le Federazioni. Si invita dunque ogni federazione in cui sia presente almeno una realtà universitaria di segnalarci quanto prima i nominativi delle compagne e dei compagni che intendono partecipare per darci la possibilità di verificare la somma necessaria per un rimborso almeno parziale del viaggio da parte della direzione nazionale. 3) gruppi di lavoro territoriali sul diritto allo studio L’attivo nazionale ha stabilito la necessità di costituire gruppi territoriali sul diritto allo studio che facciano poi riferimento al dipartimento nazionale università e ricerca. A questo fine occorre analizzare tutte le leggi regionali sul diritto allo studio oltre a quanto e come si spendono le risorse regionali per il diritto allo studio per poi individuare elementi di contraddizione su cui intervenire politicamente. Priorità da considerare sono “alloggi e affitti” (diritto all’abitare); “trasporti” (diritto alla mobilità gratuita); “tasse” (università quanto più possibile gratuita). A coordinare questi gruppi di lavoro a livello nazionale, oltre al responsabile nazionale del dipartimento università e ricerca, sarà il compagno Francesco Lione. 4) Mobilitazione contro DdL sulla Governance Il Governo ha presentato un disegno di legge che ridefinisce in senso profondamente regressivo e antidemocratico il sistema di governo degli Atenei italiani portando a compimento la crociata contro l’università pubblica e inclusiva. Si esortano tutte le federazioni a dare vita a iniziative di informazione e lotta contro questo pericoloso provvedimento. Sul sito del dipartimento nazionale università e ricerca è possibile scaricare un piccolo schema riepilogativo del provvedimento che può essere utilizzato come testo di un volantino. 5) Supporto per gli studenti dell’Università dell’Aquila Abbiamo programmato un incontro con studenti e lavoratori, oltre al rettore, dell’Università dell’Aquila per vedere come il partito attraverso le brigate di solidarietà possa essere di supporto alla riorganizzazione dell’Università martoriata dal terremoto. Oltre a una raccolta fondi per la ricostruzione della Casa dello studente, cercheremo di pianificare azioni di supporto logistico sulla base delle esigenze espresse dagli studenti e dai lavoratori dell’università. 6) Riorganizzazione dipartimento nazionale Ai fini di una migliore divisione del lavoro in seno al dipartimento nazionale università e ricerca l’attivo nazionale ha approvato la proposta del responsabile nazionale di affidare il coordinamento del settore “diritto allo studio” al compagno Francesco Lione e del settore “precarietà” al compagno Claudio Franchi. Auguro e tutte e tutti un buon lavoro insieme Fabio de Nardis Responsabile Nazionale Dipartimento Università e Ricerca postato da fabiodenardis, 13:13 | link | commenti (1) - lo trovi nella categoria: sinistra
giovedì, marzo 19, 2009 Secondo il Ministro Brunetta gli studenti dell’onda vanno trattati come guerriglieri All’indomani dello sciopero di scuola e università indetto dalla FLC-CGIL e della barbara aggressione subita dagli studenti romani da parte delle forze dell’ordine, il ministro della Funzione Pubblica Brunetta affiancato dalla Ministra Gelmini in conferenza stampa ha affermato che gli studenti dell’Onda “verranno trattati come guerriglieri”. Queste parole pronunciate da un Ministro della Repubblica denotano la deriva autoritaria e parafascista del governo Berlusconi. Non ci faremo intimorire da chi predica odio sollecitando la repressione violenta del dissenso democratico espresso pacificamente dal movimento degli studenti. Rifondazione Comunista denuncia con forza una simile degenerazione delle istituzione democratiche in Italia confermando il suo pieno sostegno a chi, come gli studenti e le studentesse in Onda, si rifiutano di accettare passivamente le regole imposte da un potere arrogante e autoritario, lottando per una università inclusiva e una società egualitaria e democratica. Fabio de Nardis Responsabile Nazionale Dipartimento Università e Ricerca PRC-SE postato da fabiodenardis, 13:19 | link | commenti (2) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti
mercoledì, marzo 18, 2009 Squadrismo e Polizia contro gli studenti democratici: ecco il nuovo corso berlusconiano
Quanto è avvenuto oggi (18 marzo) all’Università di Roma “ Rifondazione Comunista denuncia con forza la ormai evidente continuità culturale che si realizza nella chiusura manu militari degli spazi di espressione democratica all’interno delle Università Italiane. Da un lato, la criminalizzazione e la repressione violenta del dissenso pacifico; dall’altro, le aggressioni squadriste agli studenti dei collettivi da parte di gruppi organizzati protetti dalla destra istituzionale. Rifondazione Comunista sostiene la lotta democratica degli studenti in Onda e lancia una campagna nazionale per rivendicare la specificità antifascista della scuola e dell’Università della Costituzione contro ogni tentativo governativo di reprimere il libero dissenso democratico degli studenti e dei lavoratori. Fabio de Nardis Responsabile Nazionale Università e Ricerca PRC-SE postato da fabiodenardis, 15:01 | link | commenti (1) - lo trovi nella categoria: italia, sinistra, movimenti
martedì, marzo 17, 2009
Il Partito della Rifondazione Comunista denuncia l’ennesimo atto di violenza squadrista perpretrato nei confronti dei compagni dell’università di Roma 3 da parte di gruppi organizzati dall’estrema destra romana. La situazione a Roma diventa sempre più insostenibile a causa delle violenze continue portate avanti da gruppi neofascisti evidentemente protetti dalla destra istituzionale capitolina, malgrado ciò al fianco dei movimenti non smetteremo di continuare con tenacia la nostra lotta in difesa della scuola e dell’università della Costituzione e quindi per la costituzione di istituti di formazione inclusivi, democratici e antifascisti.
Fabio de Nardis Responsabile Nazionale Università e Ricerca PRC - SE
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